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Primo passo fondamentale secondo Assoporti

ROMA – “Il primo fondamentale passo di una riforma della portualità è stato compiuto – ha scritto il presidente di Assoporti Pasqualino Monti – ed è questa di per sé una notizia di enorme significato politico e di grandi prospettive.
[hidepost]Muovere una macchina amministrativa e normativa ferma da oltre vent’anni, equivale a smuovere un macigno. Ora spetterà a tutti noi, amministratori e operatori, impedire che il progetto si fermi alle prime difficoltà e traguardi invece quei risultati di efficienza e produttività che sono essenziali non solo per il sistema logistico e portuale italiano, ma per l’intera economia del paese. I porti italiani e Assoporti – ha concluso Monti – sono chiamati quindi a uno sforzo senza precedenti di sostegno e di supporto intelligente all’azione del governo e del Parlamento”.
“Non si tratta di un commento a bocce ferme, perché è vero l’esatto contrario: le misure approvate dal Consiglio dei ministri sono le premesse per un’azione di rinnovamento che andrà avanti e nella quale, come accaduto sino a oggi, il governo dovrà poter contare sul supporto e sui suggerimenti dell’intero cluster marittimo, in primis di Assoporti”.
Secondo Pasqualino Monti, presidente dell’Associazione dei porti italiani, all’indomani del varo della riforma portuale “va dato atto alla struttura tecnica del ministero non solo di aver lavorato con grande tenacia, ma specialmente di non aver mai rifiutato il confronto e quindi, di conseguenza, di aver ascoltato in questi mesi le voci del cluster marittimo e portuale e in particolare quella di Assoporti”.
“Un ringraziamento va quindi al ministro Delrio e alla struttura tecnica del ministero, a Ivano Russo, Luigi Merlo, Ennio Cascetta, che hanno recepito nel testo finale indicazioni di importanza che a partire da oggi, forniranno la base per ulteriori interventi di riforma nel settore con l’obiettivo di recuperare rapidamente efficienza e produttività del sistema”.
“Assoporti – ha concluso Monti – non si è mai tirata indietro conducendo le sue battaglie sui temi che riteneva e ritiene strategici per centrare questi obiettivi di competitività internazionale nella convinzione, oggi più che mai, con un testo che ne crea le premesse, della necessità di proseguire rapidamente, e senza arroccamenti in difesa dello status quo, sulla strada delle riforme”.

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Pubblicato il
3 Agosto 2016

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