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Pagamenti delle imprese calano i ritardi

Le aziende più puntuali sono in Lombardia ma in difetto rimangono le grandi imprese

Marco Preti

MILANO – Migliora la puntualità dei pagamenti delle imprese italiane. L’altra buona notizia è che calano, seppur leggermente, i ritardi gravi nel saldo delle fatture, uno dei principali indicatori dello stato di salute delle imprese. Attualmente la percentuale di ritardi gravi è infatti pari al 12,6%, un calo, rispetto allo stesso periodo del 2015, del 13,1%. Il 35,4% delle imprese, dati aggiornati a fine settembre 2016, invece paga alla scadenza, il 51,5% entro il mese di ritardo. Una situazione, quella dei pagamenti, che dopo anni di insicurezze sembra aver trovato un assetto positivo. Certamente rispetto al 2010, lo scenario attuale rimane preoccupante: i ritardi oltre il mese di ritardo segnano un +129,1%, mentre i pagamenti alla scadenza sono diminuiti del 4,3%.
[hidepost]A diffondere i dati è lo Studio Pagamenti, aggiornato a fine settembre 2016, realizzato da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha studiato i comportamenti di pagamento delle imprese italiane.
“Le aziende italiane, dopo anni di ristrutturazioni e ridefinizione di mercati, prodotti e obiettivi, stanno dimostrando una maggiore solidità economica e commerciale. Nel corso dell’ultimo anno, seppur di poco, continuano a calare i ritardi gravi nei pagamenti delle nostre imprese” – commenta Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS D&B. “E proprio il calo dei pagamenti oltre il mese di ritardo è un ottimo segnale per le imprese e lascia spazio a un cauto ottimismo per il futuro. Le imprese hanno infatti affrontato la crisi concentrandosi soprattutto sulla ricerca di nuovi mercati e sulla ridefinizione delle strategie di gestione della clientela. Come CRIBIS D&B, possediamo un osservatorio privilegiato per valutare entrambi gli aspetti, essendo il leader in Italia sulle informazioni sulle imprese estere e fornendo informazioni e servizi per la gestione del credito e del portafoglio clienti. In particolare, le imprese che hanno ottenuto le migliori performance sono quelle che hanno fatto 2 cose principalmente: prima di tutto hanno utilizzato la gestione del credito come uno dei parametri di segmentazione della clientela, in sinergia con le esigenze e gli obiettivi commerciali; in secondo luogo, hanno reso la puntualità dei pagamenti uno degli elementi chiave per ottimizzare i flussi di cassa e migliorare i processi interni. Non stupisce che nella gestione del credito le priorità siano divenute il monitoraggio costante della clientela, l’adozione di strategie per la riduzione degli insoluti e l’efficientamento delle procedure. Adesso, in questo clima di maggiore fiducia, le imprese devono continuare a investire nella gestione del credito per non disperdere il patrimonio di competenze e di risultati ottenuto. I segnali di miglioramento non devono però fare abbassare la guardia” – conclude Marco Preti.
Le imprese del nord est, anche a fine settembre 2016, si confermano le più puntuali d’Italia nei pagamenti, anzi hanno leggermente migliorato le loro performance nel corso dell’ultimo trimestre. Il 44,4% paga alla scadenza, mentre i ritardi gravi sono solo del 7,4%. Situazione opposta per il sud e le isole, dove solo il 22,7% è virtuoso e ben il 21,4% fatica a saldare i debiti con i fornitori. Bene anche il nord ovest (41,7% di pagamenti alla scadenza, 8,4% oltre il mese di ritardo), situazione intermedia per il centro Italia (31,5% di imprese puntuali, 15,1% i cattivi pagatori).
Entrando nel dettaglio delle singole Regioni, invece, è la Lombardia ad aggiudicarsi il primo posto in fatto di puntualità con il 45,5% di imprese virtuose. Seguono, per completare le prime posizioni, l’Emilia Romagna (45,3%) e il Veneto (44,9%). In fondo alla classifica troviamo la Sicilia, con solo il 19,1% di pagamenti regolari, contro un 23,2% di gravi ritardi. Male anche Calabria (20,9%) e Campania (21%)
A livello provinciale, Sondrio si conferma ancora una volta la Provincia più puntuale d’Italia. Seguono Bergamo, Lecco, Belluno, Brescia, Trento, Como, Mantova, Cremona e Vicenza. In fondo alla classifica Enna e Caltanissetta.
Continua la crisi del commercio al dettaglio. Solo il 26,2% delle imprese che operano in questo settore è infatti puntuale, il 20,1% invece fatica a saldare i debiti. Situazione opposta per i servizi finanziari, puntuali nel 46,3% dei casi, a fronte di ritardi gravi pari al 9,5%.
Le micro imprese sono le più puntuali nel saldo delle fatture. Ben il 37% salda i debiti alla scadenza. Dal lato opposto, sono anche quelle che esibiscono la maggior percentuale di ritardi gravi pari al 13,8%. Situazione opposta per le grandi imprese, ritardatarie nel 6,1% dei casi.

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Pubblicato il
15 Ottobre 2016

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