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Guerra dei rinfusi a Livorno (e intanto il Tar boccia Scotto)

Respinta dal tribunale amministrativo l’istanza per la Cotunav mentre avanza l’ipotesi di una “comparazione” tra le due offerte in competizione per i rinfusi

Roberto Alberti

Federico Barbera

FIRENZE – Ricorso respinto e spese compensate tra le parti in ragione della complessità delle questioni trattate: con una sua nota l’Autorità portuale di Livorno ha comunicato che il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (sezione seconda) ha dato ragione all’Autorità Portuale, respingendo le motivazioni che il 9 marzo scorso avevano portato la società Scotto e l’agenzia marittima Austral a chiedere l’annullamento del provvedimento con il quale, un mese prima, il commissario Gallanti aveva negato alla società concessionaria della banchina 42 del lato sud del Molo Italia, l’autorizzazione a svolgere stabilmente operazioni portuali a servizio della Cotunav, titolare di una linea di traffico dalla Tunisia con due navi traghetto che trasportano, per due volte alla settimana, sia merci rotabili che container.
[hidepost]Il Tar si è basato su due punti: l’uno riguarda il Piano Regolatore del Porto, che non può essere disatteso in nome di un generico richiamo al principio di concorrenza. Per il Tar il PRP delinea infatti le scelte strategiche di assetto e di sviluppo complessivo del porto, prevedendo una precisa distinzione funzionale delle aree e conseguendo migliori livelli di efficienza nella movimentazione delle merci in arrivo e in partenza. La Port Authority agirebbe insomma – sottolinea la sentenza – in nome di un interesse generale che non può essere limitato in funzione del richiamo ai principi di concorrenza o a quello, desumibile dall’art. 41 della Costituzione, del diritto di iniziativa economica privata.
L’altro aspetto ha a che vedere con il concetto di merce varia, che non può essere considerato “un ombrello che valga come autorizzazione a fare qualunque cosa”: il Tar riporta che nel concetto di merci varie non possono essere ricomprese anche quelle rotabili, per la sostanziale differenza esistente tra loro. “Il traffico rotabile – scrivono i magistrati – necessita di apposite aree dedicate ed appare logico, per una migliore efficienza nel loro trattamento, che queste vengano concentrate in aree portuali dedicate ed opportunamente attrezzate”.
Fin qui la sentenza. E c’è già chi s’interroga su quanto possa valere il dettame uscito dal Tar di Firenze anche sulle ripetute richieste – appoggiate dal sindaco di Livorno Nogarin ma non solo – per una concessione sul molo Italia al terminalista Lucarelli.
Intanto, in attesa che si definisca l’assetto della “governance” del porto di Livorno, si sta intensificando lo scontro sullo sbarco dei rinfusi tra il Tco presieduto da Roberto Alberti e il nuovo soggetto Ltt presieduto da Federico Barbera. Dal Tco è partita per l’Autorità portuale una lettera ufficiale che riallacciandosi alle indicazioni del piano regolatore portuale chiede la concessione della radice della sponda est della Darsena Toscana, sulla quale esiste già una domanda di concessione da parte dell’Ltt di Barbera. Anche il personale del Tco si è messo in agitazione dopo le ultime notizie secondo le quali ci sarebbe a palazzo Rosciano una ipotesi di “comparazione” tra le due offerte che viene considerata pericolosa per i posti di lavoro. Dall’Ltt si è già replicato, sul tema, sostenendo che se la concessione sulla sponda est dovesse essergli assegnata, garantirebbe la piena assunzione di tutto il personale del Tco. Ma la tensione sale.

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Pubblicato il
12 Novembre 2016

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