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Ferrovia elettrificata, ma (per ora) solo diesel

Va ancora completato un tratto di elettrificazione per l’interferenza di un passaggio pedonale – Il problema delle porte vinciane e l’impegno del governatore Rossi

LIVORNO – Ne hanno scritto e riferito su tutti i principali media tecnici, sulla carta e sul web: perché l’inaugurazione dei 3 km di ferrovia elettrificata tra il Terminal Darsena Toscana e la rete Fs nazionale è, almeno sulla carta, l’avvio di quella “cura del ferro” che il ministro Delrio sostiene con decisa caparbietà da quando si è insediato nel trascorso governo Renzi.
Dell’inaugurazione ne abbiamo riferito la settimana scorsa: la foto qui a fianco ribadisce lo schieramento di Vip – qualcuno fatalmente più ingrugnato, qualcuno sorridente a denti stretti: sapete a chi ci riferiamo – per un’occasione certo importante.
[hidepost]Celebrato il bicchiere mezzo pieno, oggi ci sembra doveroso ricordare anche quello mezzo vuoto. O vuoto d’un terzo, di un ditino almeno, se proprio vogliamo essere generosi. Perché i 3 km di binari tra Tdt e rete Fs, di fatto hanno ancora un peccato originale: quello di dover utilizzare – forse solo per pochi mesi – locomotive diesel in quanto l’elettrificazione non è stata completata per tutta la rete. Un dettaglio? Solo fino a un certo punto, perché per viaggiare nella rete nazionale bisognerà poi cambiare locomotore e ci sarà dunque una “rottura di carico” che certo non aiuta.
Il peggio, secondo alcuni tecnici ferroviari, è che la lunghezza dei binari dentro il Tdt non è di 750 metri come da norma europea (i 750 metri sono appunto la misura standard dei treni blocco containers) ma solo di poco più di 400 metri. Vero che sono due binari da 400 affiancati, ma ci dicono che anche questo richiede una manovra supplementare di aggancio dei due spezzoni di treno paralleli per arrivare ai 750 metri.
Perché questa limitazione? Perché per la lunghezza totale dei 750 metri sarebbe stato necessario posare i restanti 250 metri sul sedime delle vasche di colmata; che non essendo ancora stabilizzate, non l’avrebbero supportati. E’ previsto che nella gara per la piattaforma Europa sia anche inserita la stabilizzazione delle vasche e quindi l’allungamento dei binari. Bicchiere dunque solo per un quartino vuoto, i treni-blocco si possono fare già oggi e si stanno facendo. Accontentiamoci, è già un passo avanti.

* * *

Un altro limite, ben noto a tutti e oggetto di ripetute, furibonde polemiche, è quello dovuto alle “porte vinciane” e al fatto che la società pisana dei navicelli le tiene aperte quasi costantemente, con l’effetto interramento della Darsena assicurato: ma anche con la necessità di tenere quasi costantemente aperto anche il ponte girevole su cui passa il raccordo ferroviario. Ne abbiamo scritto a profusione. Come abbiamo riferito l’imbarazzata ammissione dell’assessore regionale Ceccarelli che malgrado la legge varata dalla Regione per passarne la gestione all’Autorità portuale, sia stato proposto un compromesso per affidare le “porte” all’Autorità dei porti regionali di Viareggio. Pare che non sia ancora una decisioni ratificata ma solo una proposta. L’abbiamo chiesto anche al governatore Rossi, che aveva promesso solennemente di passare la gestione all’Authority livornese. “Non mi sono rimangiato la promessa – ci ha risposto durante la cerimonia al Calambrone – vi assicuro che ho il problema in agenda”. Ci deve bastare o è lecito preparare i forconi?
A.F.

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Pubblicato il
28 Dicembre 2016

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