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di Majo a Civitavecchia: consolidare e rilanciare

Francesco Maria di Majo

Francesco Maria di Majo

CIVITAVECCHIA – Consolidare il settore crocieristico, rilanciare i comparti commerciale e industriale, potenziare la cura del ferro con l’attivazione di nuovi servizi, puntare sulla crescita dell’energia rinnovabile. Sono le quattro priorità illustrate dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro-settentrionale, Francesco Maria di Majo, nel suo primo incontro con la stampa come numero uno di Molo Vespucci.
[hidepost]di Majo, a due mesi circa dal suo insediamento ha voluto tracciare il percorso che intende intraprendere, già cominciato con “almeno una sessantina di incontri e vertici anche a livello internazionale, come l’ultimo avuto a Bruxelles nei giorni scorsi”. Impegni che comunque risentono, ha spiegato l’avvocato esperto di diritto marittimo, “di qualche difficoltà comune anche alle altre autorità alle prese con la costituzione e l’organizzazione dei nuovi organi previsti dalla riforma della portualità italiana, in particolare sul Comitato di gestione”.
Nell’indicare le priorità, di Majo ha spiegato che “non si tratta di scelte esclusivamente autonome, ma frutto della coordinazione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché con gli uffici delle sedi della stessa Civitavecchia, di Fiumicino e Gaeta”. Nell’ambito del settore crocieristico, “vogliamo migliorare in particolare il servizio a terra ai passeggeri, implementando il loro trasporto da sotto le navi alle varie destinazioni. In questo senso ci sono delle disfunzioni, ma abbiamo già avviato un tavolo con il Comune di Civitavecchia e i terminalisti, coinvolgendo anche Port Mobility per i servizi di navette e manutenzione”.
Per quanto riguarda l’area commerciale, si registra “un momento non molto felice. Il mio compito – ha detto di Majo – sarà creare nuovi servizi e linee tra il porto e altre aree del mondo, per far arrivare merci e trasformare Civitavecchia in un punto di riferimento anche per l’esportazione”. A questo proposito, i “primi risultati concreti sono stati raggiunti con l’inaugurazione della linea verso il porto di Algeciras, in Spagna, che incrementerà il traffico di banane dall’Ecuador di 150 tonnellate a settimana”.
In merito al settore cantieristica, sono attesi movimenti sulla questione della Privilege Yard: “Ne abbiamo risentito, ma stiamo cercando soluzioni con il curatore fallimentare”. C’è poi il potenziamento ferroviario tra porto, retroporto e le varie linee nazionali: “Soffriamo di qualche gap, ma non dobbiamo sottovalutare il flusso dei passeggeri fermandoci solo al trasporto merci. Abbiamo avviato alcuni contatti per ottenere il sostegno dell’Unione europea in questo ambito e poter quindi sviluppare al meglio i progetti ‘ultimo miglio'”.
Importante sarà realizzare i piani infrastrutturali all’interno dello scalo. “Manca il secondo lotto delle opere strategiche, che ci porterebbe alla suddivisione del porto tra parte industriale e parte turistica – ha precisato di Majo – il progetto è ambizioso e ha un costo notevole, ma abbiamo gia’ avuto garanzie dal Cipe. Dobbiamo solo avviare il percorso per le opere pubbliche e reperire il sostegno economico necessario”.
Per di Majo, importante è l’attenzione all’ambiente: “Vorrei che Civitavecchia diventasse un porto dove si elaborano idee utili per sviluppare energie rinnovabili, magari sfruttando risorse interne come il moto ondoso, e abbattere le emissioni nocive prodotte. Su questo abbiamo già avviato un progetto con Enel Green Power e avanzato una domanda per ottenere il cofinanziamento della Ue”.
L’obiettivo per il porto di Civitavecchia – ha detto ancora di Majo – “è raggiungere il pareggio di bilancio. Dopo il mio insediamento ho potuto riscontrare tante criticità legate in particolare ai conti e che si possono verificare in riferimento a contenziosi con un rischio di una esposizione debitoria molto alta, parliamo di diversi milioni di euro. Sono in contatto con l’avvocatura di Stato e gli uffici legali dell’Ente per valutare come superare questa situazione”.
“Abbiamo individuato una via giusta e rapida dal punto di vista legale. Stiamo lavorando su questo. Altre criticità sono comunque legate alla nuova struttura prevista dalla riforma e conseguenza della costituzione di nuovi organi. In questo senso – ha concluso – il bilancio deve essere approvato con il parere dell’organismo ‘Partenariato risorse mare’ che ancora non c’è”.

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Pubblicato il
21 Gennaio 2017
Ultima modifica
25 Febbraio 2017 - ora: 13:05

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