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Livorno/Piombino, ruoli e dubbi

Stefano Corsini

LIVORNO – Avanti e indietro tra Livorno, Piombino e Roma: non si può dire che sia cosa da poco il nuovo impegno del presidente Stefano Corsini, quello di mettere insieme realtà portuali tanto diversificate e abituate a operare singolarmente. In più c’è in ballo la ormai vexata quaestio dell’incarico di segretario generale, con tutte le ricadute – anche di beghe interne e di contestazioni in fil di diritto – che l’indubbio dinamismo di Massimo Provinciali sta provocando nelle due strutture.[hidepost]

Ieri il presidente Corsini, accompagnato com’è ormai prassi da Massimo Provinciali (e la cosa ha fatto storcere la bocca a parecchi piombinesi) è stato nella sede dell’Autorità di Piombino per più di mezza giornata. Incontro operativo, peraltro sollecitato “caldamente” da Claudio Capuano e dallo stesso ex commissario Luciano Guerrieri, per cercare di capire. Capire che cosa? Pare che abbiano suscitato risentimenti una nota giunta dalla segreteria generale di Livorno con in nuovo logo dell’Autorità di sistema portuale, non concordato, e con la richiesta di “ottemperare” a indirizzi che, non concordati, sarebbero sembrati una prevaricazione di ruoli. Forse c’è una eccessiva sensibilità a parole e a ruoli non ancora ben concordati, forse c’è quel dubbio – non risolto sul piano ufficiale – sulla legittimità o meno degli incarichi conferiti in regime commissariale, che secondo alcuni sarebbero decaduti con l’ufficializzazione della presidenza Corsini: tanto per esser chiari, sia a Livorno che a Piombino c’è chi s’interroga se il segretario generale di Livorno abbia o meno già competenza anche su Piombino, o addirittura operi in legittimità o dovrebbe essere immediatamente sostituito da un facente funzione dell’apparato, in attesa che Corsini e il comitato di gestione eventualmente lo reintregrino sulla base della legge di Riforma.

La costituzione del comitato di gestione rimane oggi, al di la dei “mal di pancia” giustificati o meno dei due apparati portuali, il discrimine indispensabile per chiarire gli assetti della nuova AdSP affidata all’ingegner Corsini. E va riconosciuto al presidente di aver bruciato le tappe per la sua costituzione: ha già chiesto ai due sindaci di Livorno e Piombino e al presidente della Regione di nominare i loro delegati. Il quinto membro è di legge il comandante del porto, il neo-ammiraglio Vincenzo Di Marco, che oltretutto è anche ben addentro ai meccanismi e agli aspetti giuridici avendo fatto brillantemente il commissario di Autorità portuale. Per quello che se ne sa, sia il sindaco di Livorno sia quello di Piombino avrebbero già scelto chi inviare il comitato di gestione; e si tratta adesso di vedere in che tempi risponderanno. La veloce, anzi velocissima costituzione del suddetto comitato risolverebbe dubbi, preoccupazioni e timori di ricorsi sulla legittimità di atti che potrebbero investire anche il mondo degli operatori. Il che sarebbe un pessimo inizio per la tanto attesa riforma.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
18 Marzo 2017

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