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Livorno, bene la “cura del ferro”

LIVORNO – L’Autorità di sistema del Tirreno di Stefano Corsini ha fatto il punto sui primi risultati della “cura del ferro”, ovvero dei raccordi ferroviari in Darsena Toscana. Risultato: più efficienza del trasporto merci su ferrovia e un aumento generale della produttività nella movimentazione della merce, containerizzata e non. Da quando è operativo il nuovo terminal di Livorno Darsena, che consente il collegamento ferroviario diretto tra lo scalo labronico e la linea tirrenica – dice una nota di palazzo Rosciano – la capacità ricettiva del porto è aumentata.

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Ad evidenziarlo, innanzitutto, i dati aggiornati a settembre 2017 forniti dai terminal TDT e Lorenzini: con riferimento al primo, nel 2017 sono stati complessivamente movimentati via ferrovia 33.610 container, 2578 in più rispetto al 2016. Su un totale di 705 turni lavorati, sono stati scaricati e caricati sui vagoni 47,7 contenitori a turno, 5,3 in più a turno rispetto allo stesso periodo del 2016, quando era stato lavorato un numero maggiore di turni, 732 per l’esattezza. Ciò significa soltanto una cosa: sulla sponda ovest della Darsena Toscana è aumentata la resa produttiva per ogni singolo contenitore movimentato. Merito del terminalista, sicuramente, ma anche del nuovo impianto ferroviario che favorisce il transito delle merci dai container direttamente sulla rete ferroviaria nazionale con l’eliminazione del passaggio dallo scalo merci di Livorno Calambrone per tutti i treni provenienti o diretti alla Darsena Toscana.

Per quanto riguarda Lorenzini: la società, che usufruisce sia del nuovo terminal ferroviario Livorno Darsena che della Stazione Livorno-Calambrone, tra gennaio e settembre ha movimentato via ferrovia 4664 container, un centinaio in più circa rispetto ai 4561 dello stesso periodo dell’anno precedente.

E buone notizie arrivano anche dal terminalista Sintermar, specializzato nella movimentazione dei Ro/Ro; Ro/Ro pax e nel traffico di auto nuove: in questo mese verrà attivato un nuovo servizio ferroviario per il trasporto in export di auto del gruppo PSA (Peugeout, Citroen, Opel): i veicoli, 200 a treno, provenienti da Trnava (Slovacchia), arriveranno a Livorno (area sintermar) con una frequenza di tre volte a settimana. Più o meno nello stesso periodo verrà attivato anche un servizio di import da Sintermar di circa 200/230 auto con destinazione Austria.

Insomma, la nuova opera ferroviaria a servizio del porto livornese, assieme alle altre stazioni già presenti, ha contribuito ad aumentare la capacità ricettiva dello scalo labronico. Ora rimangono da sistemare altri due importanti tasselli: il collegamento tra il porto e l’Interporto Vespucci, in fase di realizzazione, e quello tra quest’ultimo e la linea Collesalvetti-Vada. Sono opere di priotaria importanza per il sistema portuale dell’Alto Tirreno. Una volta ultimate, sarà possibile agganciare la Prato-Bologna, che presto sarà risagomata e adattata agli standard europei, e da qui raggiungere i mercati del centro e nord Europa attraverso il Brennero e il Gottardo.

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Pubblicato il
18 Ottobre 2017
Ultima modifica
25 Ottobre 2017 - ora: 12:01

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