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440 milioni di euro per il piano di Venezia e Chioggia

VENEZIA – Con la costituzione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, che comprende i porti di Venezia e Chioggia, si è creato un unico sistema per quello che storicamente veniva definito il “Porto Laguna di Venezia”, ovvero per un unico contesto geografico, ambientale e, ancor più con la costituzione della Città Metropolitana, sociale ed economico.

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L’Authority ha presentato in questi giorni un unico Piano Operativo Triennale per servire in modo complementare ciascun porto con le proprie caratteristiche e specificità in un mercato di fatto geograficamente omogeneo. Gli investimenti previsti superano i 440 milioni di euro.

Nell’ultimo quinquennio i traffici merci totali del Porto di Venezia si sono attestati intorno ai 25milioni di tonnellate con un calo di circa il 15% rispetto al livello pre-crisi (2008), mentre il traffico passeggeri, si è attestato nel 2016 a circa 1,7 milioni, registrando negli ultimi anni un leggero calo dovuto alle limitazioni imposte all’ingresso delle navi da crociera. A tali traffici vanno ad aggiungersi quelli del Porto di Chioggia, caratterizzati, in particolar modo, da rinfuse solide e merci in colli, con un volume medio dell’ultimo quadriennio pari a 1,6 milioni di tonnellate.

Una delle principali motivazioni della riduzione del traffico merci del Porto di Venezia risiede nella repentina flessione, osservabile nel settore delle rinfuse liquide, dovuta principalmente alla cessazione degli arrivi di petrolio greggio derivanti dalla trasformazione della raffineria Eni in bio-raffineria e della raffineria IES di Mantova in deposito.

Nonostante il calo complessivo, le merci in colli, composte da traffico ro-ro, merci varie e container, hanno mantenuto la loro quota di mercato trainate dalla forte e costante crescita del segmento container che al termine del 2016 ha fatto registrare un +7,7% rispetto all’anno precedente. In leggera crescita, nell’ultimo triennio, l’andamento delle rinfuse solide.

Per le crociere, Venezia soffre di limitazioni del tonnellaggio delle navi ma una soluzione composita Terminal crociere Marghera-Vittorio Emanuele-Marittima potrebbe invertire la tendenza. Per quanto concerne lo sviluppo del porto di Chioggia, negli ultimi 5 anni, sono stati investiti circa 2,5 milioni per la realizzazione del complesso multifunzionale e facility dedicate al traffico crocieristico. Tenendo conto dei limiti previsti dal piano regolatore Gottardo, 7 m di pescaggio lungo il canale di ingresso al porto, le poche navi che finora hanno ormeggiato e che salvo adeguamenti potranno ormeggiare, appartengono ai segmenti “budget”, “luxury” e/o di nicchia. Il porto di Chioggia potrebbe ambire quindi ad un mercato potenziale di qualche decina di migliaia di crocieristi/anno. Per valorizzare l’accesso del crocierista alla città storica è indispensabile una riqualificazione e razionalizzazione dei percorsi e degli spazi di attesa, che disegni anche la mobilità pedonale, ciclabile riducendo i tempi complessivi di spostamento.

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Pubblicato il
20 Dicembre 2017

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