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Un certificato di competenza allo studio per i piloti portuali

ROMA – Si sta ancora studiando ma i suggerimenti che vengono dalla commissione mista delle associazioni dei piloti portuali, delle Capitanerie di porto e del ministero, sembrano portare in direzione di un aggiornamento alle regole che furono stabilite con il Codice della navigazione italiano, su questi temi rimasto quello degli anni ‘40. Nella sostanza, come avviene in molte altre professioni e come fu già proposto nei due Forum sulla sicurezza coordinati dalle Capitanerie, viene proposto di istituire anche per i piloti dei porti un “certificato di competenza” che li aggiorni – forse con scadenza biennale, o comunque da decidere – verificandone anche non solo la preparazione, ma anche la conoscenza delle innovazioni tecnologiche: le quali sono, specie da alcuni anni, in velocissimo sviluppo.

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Sul tema il comandante Francesco Bandiera, presidente della Federpiloti – la principale associazione della categoria – è favorevole alla proposta del certificato, proposta che comunque va ancora definita nei dettagli. La Federazione, che ha recentemente rinnovato i propri vertici anche con la nomina del nuovo direttore, il pilota Giacomo Scarpati subentrato a Cino Milani, lavora in stretto contatto con il comando generale delle Capitanerie e ritiene che il certificato non sia una limitazione di autonomia ma una necessaria integrazione.

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Pubblicato il
4 Luglio 2018
Ultima modifica
10 Luglio 2018 - ora: 16:12

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