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Interporto senza nocchiero alla deriva?

COLLESALVETTI – Sembra davvero la peggiore delle Neverending Story, ovvero delle più imbarazzanti incompiute sul territorio. Dove poi di incompiute, con buona pace degli ottimisti, ce ne sono anche troppe. In questo caso, la storia infinita dall’aumento di capitale dell’AdSP nella Spa dell’interporto Vespucci di Guasticce è la cartina di tornasole di un mal funzionamento della burocrazia. Allontanando da noi il sospetto, che in termini molto prudenti ed ipotetici ha espresso di recente anche il presidente della Regione, di un qualche interesse per ritardare tutto.

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Dunque, da quasi due anni l’AdSP ha approvato l’ingresso nella Spa del Vespucci di un cospicuo aumento di capitale – una decina di milioni compreso l’acquisto di un’area destinata alla logistica – che farebbe dell’Authority portuale il maggior azionista a fianco della Regione, con quote minoritarie ai Comuni e alla Camera di Commercio. Tira e molla, l’operazione non è andata avanti: prima perché ritardano i milioni derivanti dalla privatizzazione della Porto 2000 (altra Neverending Story o quasi) poi perché – e siamo ad oggi – si è tutto bloccato in attesa che il MIT confermi la fattibilità dell’operazione alla luce delle normative attuali. Legittimo? Certo che è legittimo. Solo che il parere al MIT, dopo tante titubanze, è stato chiesto a fine giugno e da Roma hanno seraficamente risposto che avrebbero concesso i propri lumi dopo le ferie d’Agosto, possibilmente entro metà settembre. Siamo a metà d’ottobre e il parere, a quanto ci risulta, non c’è. Così si va avanti alla giornata; dove invece tutti strillano che la programmazione, gli investimenti, i piani di sviluppo, il lavoro e tutti gli altri stereotipi tanto cari ai politici sono più che urgenti, indispensabili da subito.

Che diceva il Poeta di questo nostro povero Paese?

“Nave senza nocchiero alla deriva

non donna di provincia ma bordello…”

Vebbè, non lasciamoci prendere dal pessimismo, bene o male l’interporto funziona. Ma che pena questo continuo procrastinare!

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
6 Ottobre 2018

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