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E a Livorno avanti adagio sulla Porto 2000

Luciano Guerrieri

LIVORNO – Le crociere sono, di questi tempi, croce & delizia dei fatti livornesi. L’impegno della Porto 2000, la società che aspetta di giorno in giorno la privatizzazione con il passaggio della maggioranza azionaria ai gruppi MSC/Onorato, è attualmente quello di mettere ordine al suo interno, dove un centinaio di dipendenti tra fissi e precari vengono monitorati proprio in vista di un’eventuale ulteriore specializzazione. I precari scalpitano. Hanno anche fatto una manifestazione di protesta davanti al varco della Fortezza, chiedendo garanzie, con il supporto di Cgil e Uil. Da parte del presidente Luciano Guerrieri – che ha guidato una trasferta di ben cinque dipendenti al Cruise Day di Trieste – la conferma che il loro status dovrebbe essere almeno in parte risolto con gli incrementi al settore sicurezza.

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Il tutto è comunque in stand-by in attesa che avvenga l’ormai imminente passaggio di quote azionarie al gruppo vincitore della gara per la gestione. Non una faccenda di spiccioli, visto che l’AI si è impegnata a sborsare 10 milioni sull’unghia al passaggio, e a mettere in cantiere interventi strutturali che sfiorano i 100 milioni, sia pure scaglionati nel tempo. Siamo ancora – da quello che si sa – al passaggio delle carte, alle verifiche, alla burocrazia. I 10 milioni famosi verranno riversati dall’AdSP all’Interporto (uno dei quali per acquisto di aree) essendo finalmente arrivato il nulla osta delle autorità centrali di vigilanza dal ministero. Siamo alla fine di una “neverending story” che ha impegnato allo spasimo AdSP, Regione Toscana, vertici dell’Interporto, Camera di Commercio, Comuni di Livorno e Collesalvetti: con un’infinità di pissi-pissi-bao-bao, ovvero di chiacchiere, fake news e news non tanto fake, eccetera. Quando Vigo (vedi sopra) sollecita a creare nei porti infrastrutture adeguate al grande business delle crociere, guardarci in casa è d’obbligo. Come troppe volte accade, è la variabile tempo a penalizzare. Ma sembra questa una costante alla quale o ci si rassegna o ci si mangia (inutilmente) il fegato…

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
24 Ottobre 2018

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