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Portuali: lo sciopero e le richieste

ROMA – Lo sciopero nazionale dei lavoratori dei porti, da quelli di banchina fino a quelli dei terminal e delle Autorità di sistema portuale, si è svolto giovedì in parallelo con la giornata di apertura di Espo a Livorno e la presenza alla stessa assise del ministro del MIT Danilo Toninelli. A Livorno un presidio di portuali, peraltro senza azioni di forza, ha stazionato davanti al teatro Goldoni e un rappresentante sindacale ha presentato le proprie istanze al ministro. Istanze che erano state precedentemente illustrate sia a Roma sia dai delegati regionali nei vari porti.

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Lo sciopero, che come ha detto il presidente di Assoporti Daniele Rossi “ha rotto un lungo periodo di pace sindacale”, ha avuto due obiettivi: quello di rivendicare la ripresa delle trattative sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro; e quello di chiedere garanzie contro concessioni agli armatori di deroghe per l’“autoproduzione”. Da parte sua il ministro Toninelli ha promesso di snellire e semplificare le “macchine decisionali” del ministero anche perché, insieme alla revisione del “codice degli appalti”, sia consentito di procedere a scelte operative e di programmazione anche per i lavoratori in modo più celere e produttivo.

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Pubblicato il
25 Maggio 2019

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