Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Venezia manda a Marghera le maxi-navi

VENEZIA – Si arriverà probabilmente a primavera, ma ci si arriverà. Venezia ha deciso di togliere le grandi navi dal bacino San Marco, decentrandole ad apposite banchine da attrezzare a Porto Marghera. Non sarà una cosa immediata, come detto, perché ci sono investimenti e lavori da fare. Ma la strada è segnata: e lo ha annunciato ufficialmente il tavolo tecnico che si è riunito due giorni fa, giovedì 22, nei locali dell’Autorità di sistema portuale.

[hidepost]

Si tratta di prendere altro tempo rispetto a quello che l’ormai ex ministro Toninelli aveva promesso. L’elemento più urgente è la realizzazione, a Marghera, di attrezzature ricettive adeguate alle gradi navi e specialmente ai turisti; visto che il porto è storicamente destinato in particolare (San Leonardo) ai traffici petroliferi. A Marghera andranno i mega-cruiser da oltre 40 mila tonnellate, ma l’obiettivo è di evitare rischi per la frammistione di traffici diversi, e nello stesso tempo di salvaguardare il business delle crociere, che vale – secondo l’Autorità di sistema – almeno 500 milioni di euro ogni anno. Le navi più piccole non saranno invece espulse dalla laguna, ma con alcuni provvedimenti migliorativi per gli attracchi e la sicurezza. Sono previsti investimenti per quasi 2 milioni di euro al fine di riordinare totalmente i traffici e spostare i “giganti” a Marghera.

Secondo l’Authority, sta per iniziare una nuova era anche per le crociere. Che si configurerà con lo spostamento delle navi più recenti nei mercati emergenti – in particolare quelli asiatici – mentre per il Mediterraneo, e specialmente per le città più “fragili” come Venezia, saranno sempre più utilizzate navi medie e con alimentazione totale o almeno dual-fuel a metano. Mentre avanzano anche i progetti per una motorizzazione elettrica (vedi nostro servizio su AIDA all’interno del giornale), con l’utilizzo di nuovi sistemi di batterie. Da chiedersi, a questo punto, se gli impianti portuali di “cold ironing”  rimarranno una soluzione o saranno da rivedere.

[/hidepost]

Pubblicato il
24 Agosto 2019

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio