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Studio innovativo sulla filiera marittima

GRADO – Una fotografia sul lungo elenco delle competenze che il Friuli Venezia Giulia è in grado di proporre per quanto relativo alle aziende che si occupano di Blue Economy e in particolare della filiera marittima. È questo, in estrema sintesi, il significato dello studio presentato nei giorni scorsi al Palazzo Regionale dei Congressi di Grado, dovessi è svolto “SYAT – Ship&Yacht Advanced Technology for leisure and ports solutions”.

L’osservatorio della filiera marittima regionale, realizzato in collaborazione tra Aries (azienda in house della Camera di Commercio Venezia Giulia) e MareFVG (cluster delle tecnologie marittime), è nato dalla necessita di disporre di una lista sempre aggiornata degli attori economici coinvolti nella produzione e nella fornitura di servizi del settore. Un settore che richiede competenze sempre più ampie e diversificate, non più desumibile dalle catalogazioni merceologiche classiche (codici Ateco). E proprio in questo consiste la novità dello studio che ha finora mappato circa 500 imprese regionali, mentre altre 200 sono già state identificate e saranno presto incluse. Si stima, però, che il totale possa superare le 1200 unità.

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Si tratta di un nuovo modo, utile sia alla potenziale clientela che ai rapporti tra aziende, per far conoscere e sviluppare una realtà di fondamentale importanza per il territorio.

La due giorni in programma a Grado è iniziata con una serie di interventi di saluto, serviti anche a focalizzare l’attenzione sul significato di SYAT, giunto alla sua terza edizione.

“Molte delle tematiche coinvolgono temi di importanza mondiale e che coinvolgono le pubbliche amministrazioni. Saremo presto al cospetto di una grande trasformazione – ha sottolineato il padrone di casa, Matteo Polo, vicesindaco e assessore al Turismo del Comune di Grado -. I giovani che stanno combattendo per un pianeta più sano ce lo stanno ricordando. Noi siamo un piccolo Comune ma, per quanto di nostra competenza, stiamo puntando su innovazione e sostenibilità”.

Innovazione e sostenibilità sono le parole chiave anche per SYAT 2019 in rappresentanza di una regione particolarmente votata alla cosiddetta Economia del mare.

“Questo è un tema che ci sta a cuore e che vogliamo portare avanti. Il nostro territorio ha la cultura della marineria e dell’innovazione tecnologica” ha ricordato Antonio Paoletti, presidente Camera di Commercio Venezia Giulia. “La speranza – ha proseguito Paoletti – è quella di portare SYAT ad un livello internazionale. Fra Trieste e Gorizia è alta la percentuale di produzione aziendale che deriva dall’Economia del mare – ha proseguito Paoletti – e tra oggi e domani saranno oltre un centinaio le persone che parteciperanno ai lavori rappresentando porti, cantieri, università, imprese innovative e centri di ricerca”.

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Pubblicato il
9 Ottobre 2019

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