Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Da Gorgona, appello al ministro perché non chiuda l’allevamento

ISOLA DI GORGONA – Non c’è pace per le prospettive di sopravvivenza dell’unica “isola in gabbia” rimasta nel patrimonio delle carceri italiane. Dal sindacato FNS Cisl che tutela gli agenti di polizia penitenziaria dell’isola è partita una lettera aperta al ministro della giustizia Bonafede e al capo dell’amministrazione penitenziaria Basentini contro la decisione, recentemente annunciata, di “dismettere l’attività di macellazione delle carni e la riproduzione degli animali allevati sull’isola”. Una decisione, questa del DAP, definita dagli agenti “un fulmine a ciel sereno che porterà un grave disagio non solo agli agenti ma anche alla popolazione dei detenuti e dei (pochi) residenti”.

[hidepost]

Dopo aver sottolineato che alla Gorgona “non esiste un solo esercizio commerciale, una struttura sanitaria, un ufficio postale, una scuola, un istituto di credito o assicurativo” si vuole adesso distruggere – affermano gli agenti – “la pur minima attività agricola e di allevamento con la quale viene garantita la produzione di latticini e di carne genuina che sull’isola può essere consumata senza peraltro che esista altra scelta”. Tutto ciò con particolare importanza per la sopravvivenza specie nei lunghi periodi invernali in cui le comunicazioni con il continente sono interrotte per il mare proibitivo.

“Ci aspettavamo che il nuovo capo del CAP non cambiasse scelte che il suo predecessore aveva prospettato – continua la lettera al ministro – con progetti di espansione delle attività agricole che avrebbero esteso i benefici anche dell’allevamento a tutto il personale penitenziario della Toscana”. Invece si sta andando in senso contrario, senza dare alcun riconoscimento alle condizioni estremamente disagiate di chi lavora sull’isola e fa il proprio dovere con già tanti altri problemi nella vita quotidiana.

La lettera chiede al ministro di intervenire sulla scelta di chiudere allevamenti e macellazione, sia a sostegno dell’intera popolazione dell’isola e della sua qualità di vita già tanto difficile, sia per la sopravvivenza della stessa colonia penale agricola. Con una sottintesa preoccupazione che nelle scelte del governo ci sia anche la soppressione dello stesso esperimento della colonia agricola, estremamente costoso ma di buoni risultati sul piano del progressivo reinserimento dei detenuti nella vita civile.

[/hidepost]

Pubblicato il
30 Ottobre 2019

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio