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L’ex paura del lupo cattivo…

LIVORNO – Sarebbe facile oggi fare dell’ironia sulle tante e sconvolgenti paure che furono agitate ai tempi dell’arrivo della ex gasiera di OLT diventata terminale al largo della nostra costa. Le cantarono in tutte le salse: come la famosa canzoncina dei tre porcellini e della loro paura del lupo cattivo. Fu uno dei tanti comitati NIMBY (Not In My Backyard) fioriti e che continuano a fiorire spesso nella più totale insipienza. Ma fu dura, perché quando si dipinge un’apocalisse possibile alle soglie di casa qualcuno che si spaventa c’è sempre: in buona e in mala fede.

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Chiusa la parentesi, i fatti stanno confermando che il lupo non più tanto cattivo sta facendo molto anche per il territorio: e di più farà con i nuovi progetti. È mecenatismo moderno: il che non significa che sia tutta bontà, spesa soltanto per guadagnarsi il paradiso. Riversare sul territorio una parte delle risorse perché maturino consapevolezze e perché si formino nuove leve di giovani aperti alle tecnologie di domani, è anche a vantaggio dell’impresa. Che ha bisogno anch’essa di giovani leve preparate e di un territorio più ricettivo ai cambiamenti sia sul piano energetico che culturale in senso lato. Si semina, dunque, nell’interesse della gente, ma anche dell’ambiente, del lavoro innovativo e dell’economia locale. Ricordandoci anche, magari sommessamente, della sicurezza: perché il terminale all’orizzonte sta sostituendo sempre più quelle bombe vaganti che sono le navi gasiere infilate dentro il porto, a poche decine di metri dalle fabbriche e dalle case. Dunque, benvenuto alla nuova faccia dell’ex lupo cattivo. Senza sudditanze, ma con un sincero sollievo.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
16 Novembre 2019

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