Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Poi ci sono anche le meduse

VENEZIA – Poi ci si mettono anche le meduse. Secondo una relazione presentata su “Ambiente Informa” da Arpa FVG (Friuli Venezia Giulia) i monitoraggi eseguiti durante la scorsa stagione balneare hanno messo in evidenza il proliferare di organismi gelatinosi e di alcune specie di meduse non molto gradite ai bagnanti per il loro effetto urticante che da qualche anno ormai si ripresentano abbondanti nelle acque del litorale regionale. Anche questi organismi possono portare qualche problema sui delicati meccanismi del MOSE, se non costantemente sottoposti a manutenzione.

[hidepost]

Più comuni in alto Adriatico sono le meduse Rhizostoma pulmo e Aurelia aurita, invece meno frequenti sono le specie Cothyloriza tubercolata, Chrysaora hysoscella, Pelagia noctiluca e la cubomedusa Carybdea marsupialis. Quest’ultime tre, e soprattutto Pelagia e Carybdea, posso provocare gravi ustioni sulla pelle più sensibile.

Un organismo marino di origine atlantica ma che dal 2016 popola le acque marine e lagunari regionali e la cui presenza, in alcuni periodi dell’anno, risulta essere piuttosto abbondante – scrive ancora Arpa FVG – è lo ctenoforo Mnemiopsis leidyi (noce di mare) di consistenza gelatinosa e innocuo per l’uomo. Un programma di osservazioni e di ricerca in Laguna di Marano e Grado è stato avviato per approfondire le dinamiche della massiva proliferazione di questo organismo e valutarne l’impatto sull’ecosistema e sul settore della pesca. Tale programma si sviluppa nell’ambito del progetto “NOCE DI MARE”, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e che ha come protagonisti l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS e Arpa FVG.

Il monitoraggio specifico del macrozooplancton (plancton gelatinoso quale meduse, ctenofori e taliacei) viene condotto da Arpa FVG in ottemperanza del D.lgs 190/2010 nell’ambito della Direttiva Europea Strategia Marina 2008/56/CE. Si tratta di un censimento bimestrale che viene eseguito mediante l’identificazione, il conteggio e la registrazione delle coordinate geografiche degli avvistamenti degli esemplari gelatinosi e delle meduse.

[/hidepost]

Pubblicato il
23 Novembre 2019

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio