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Liquami nei tombini all’Elba: fermato dalla Capitaneria

Nella foto: Arpat e Guardia Costiera impegnati nell’operazione.

PORTOFERRAIO – Nei giorni scorsi, personale del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale della Capitaneria di Porto di Portoferraio ha individuato e deferito all’Autorità Giudiziaria il titolare di una società di autospurghi e sottoposto a sequestro preventivo per fini di confisca l’autobotte da esso utilizzata, per varie ipotesi di reato ambientale.

In particolare – si legge nella nota della Capitaneria – l’attività investigativa è stata avviata nei primi giorni del mese di febbraio, con il fine di verificare il corretto smaltimento dei rifiuti liquidi (reflui) prelevati dalle fosse biologiche di abitazioni private ed aziende.

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Le indagini hanno portato ad accertare che il titolare della società alla guida dell’autobotte utilizzata per lo spurgo dei pozzi neri, invece di smaltire correttamente il rifiuto liquido presso i previsti impianti di depurazione autorizzati presenti sul territorio, ha illecitamente sversato i liquami trasportati, all’interno di un tombinino della rete fognaria pubblica.

La vigente normativa ambientale prevede che tutti i liquami che vengono riversati in vasche (fosse biologiche o pozzi neri), sia da parte delle aziende che delle abitazioni private, una volta caricati su un idoneo mezzo di trasporto (nel caso di specie, autobotti di imprese di spurgo), devono essere tempestivamente conferiti ad un impianto di trattamento di rifiuti liquidi. Nelle varie fasi del trasporto, dal produttore/detentore al sito di trattamento, i rifiuti devono essere obbligatoriamente accompagnati dal F.I.R. (Formulario Identificazione Rifiuti), che è un documento che garantisce la tracciabilità del relativo flusso, nonché la trasparenza in ordine all’identificazione e ai costi di smaltimento dei rifiuti stessi.

Dalle investigazioni è invece emerso che l’indagato oltre che smaltire illegalmente tali rifiuti, trasportava gli stessi in assenza dell’obbligatoria documentazione di tracciabilità F.I.R.

Tale operazione, si inquadra tra i compiti istituzionali espletati dal Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, che da sempre è impegnata nel contrasto delle attività illecite che possano causare danni o situazioni di pericolo per l’ambiente marino e costiero.

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Pubblicato il
11 Aprile 2020

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