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Efficienza dei corridoi logistici: studio approfondito Contship/SRM

MILANO – Il Gruppo Contship Italia, in partnership con SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (centro di studi economici e ricerca parte del Gruppo Intesa Sanpaolo), ha pubblicato oggi la sua seconda analisi sull’efficienza dei corridoi logistici per carichi trasportati in container, con l’obiettivo di fornire un set di dati aggiornato e preziosi spunti di riflessione agli operatori logistici e alle pubbliche istituzioni, al fine di aiutarle a comprendere e interpretare le aspettative e il livello di soddisfazione dei proprietari del carico, così come le opportunità per migliorare la performance dei corridoi logistici in caso di interruzioni.

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L’edizione 2020 del report “Corridoi ed efficienza logistica dei territori” continua a esplorare come (1) punto di origine e destinazione dei flussi commerciali, (2) disponibilità dei servizi marittimi e (3) infrastrutture logistiche, determinino la scelta di corridoi specifici da parte delle 400 imprese manifatturiere italiane localizzate in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna – le tre principali regioni italiane per export che rappresentano il 40% del prodotto interno lordo (PIL) italiano pre covid-19 e il 52,7% del totale delle esportazioni del Paese.

Livello di soddisfazione in leggero aumento nel Quality Logistics Italian Index: Quest’anno, l’indice Quality Logistics Italian Index (QLI2) rimane l’asse portante dello studio per valutare la preferenza e il livello di soddisfazione in 4 categorie principali – 1) Servizi, 2) Costi, 3) Infrastrutture e 4) Sostenibilità.

L’indice QLI2 indica che le imprese manifatturiere in Lombardia hanno le aspettative più alte per quanto riguarda la performance dei corridoi logistici che utilizzano, ma allo stesso tempo sembrano essere piuttosto soddisfatte della qualità complessiva delle loro opzioni logistiche. La disparità tra l’importanza dei servizi e il livello di soddisfazione delle imprese in Emilia Romagna si è ridotta, segno che la qualità complessiva dei servizi disponibili sta migliorando.

Tra le tre regioni, il divario maggiore tra preferenza e soddisfazione si registra in Veneto – ciò indica il bisogno urgente di migliorare ulteriormente la qualità complessiva dei servizi forniti ai cluster industriali e alle imprese manifatturiere localizzate in questa regione.

Esternalizzare la logistica: Vale la pena notare che, mentre il 69% delle imprese esternalizza la logistica relativa all’export di merci, più della metà delle aziende preferisce gestire internamente la logistica relativa all’import. Questo è un trend interessante che potrebbe indicare una crescente consapevolezza del ruolo strategico della logistica dei flussi d’entrata; attendiamo di esplorare ulteriormente la sua causa scatenante andando avanti.

Si nasce sostenibili: Anche se solo il 16% dei rispondenti dichiara di gestire il tema della sostenibilità attraverso un modello di governance e di ingaggio continuo con i portatori di interesse più della metà di queste aziende dichiara di farlo sin dall’avvio del business. Le metriche sono ancora concentrate sulla “scelta dei materiali degli imballaggi” e solo in parte minore sui consumi energetici. Il 36% delle imprese evidenziano però che entro i prossimi 2 anni i propri clienti aumenteranno la sensibilità ai fattori di sostenibilità all’interno delle proprie scelte di acquisto.

Il distretto del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene: Tra le novità dell’edizione 2020 oltre ad una rimodulazione del panel dove è stata aumentata la rappresentatività del settore chimico-farmaceutico, spicca anche l’analisi di uno dei distretti più famosi del Made in Italy che evidenzia una interessante maggiore propensione alla modalità di trasporto intermodale e sui temi della sostenibilità percepita dai propri clienti attribuendo anche una maggiore importanza media ai diversi fattori del QLI2.

Durante il webinar di presentazione del report si sono tenuti due instant poll, i cui risultati sono particolarmente interessanti considerando che i partecipanti al webinar non solo coprono l’intera catena di distribuzione – da operatori logistici e spedizionieri a imprese intermodali e Autorità Portuali – ma includono anche istituzioni e Università. La maggior parte dei rispondenti, pari al 35%, ritiene che, al fine di semplificare e agevolare la circolazione delle merci in import/export, nella fase di ripresa post Covid-19 il Governo italiano debba investire nelle infrastrutture (ferrovie e centri intermodali) per aumentare la capacità e la circolazione sui corridoi logistici. D’altra parte, solo il 9% pensa che il Governo Italiano debba investire nelle dogane per snellire e velocizzare i controlli.

Per quanto riguarda la predilezione da parte dei caricatori italiani per le rese di vendita delle merci ex-works, la maggior parte dei rispondenti al sondaggio, pari al 37%, ritiene che la causa scatenante sia il desiderio di non gestire i rischi del trasporto. Il 33% crede invece che questa predilezione sia dovuta all’abitudine e ad una scarsa conoscenza delle alternative. Solo l’8% dei rispondenti ritiene che alla base vi sia la volontà di mantenere basso il prezzo delle merci ed essere più competitivi.

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Pubblicato il
22 Aprile 2020

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