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Erosione delle coste: ora ognuno fa per sé

Sergio Costa

ROMA – È stato lo stesso ministro dell’Ambiente Sergio Costa, durante la sua recente visita alle isole degli arcipelaghi nel Nord e Sud Tirreno, a sottolineare che occorre una politica organica in difesa delle nostre coste, dei parchi marini e delle piccole isole. Una buona intenzione: ma a fronte degli studi internazionali che sottolineano il crescente livello dei mari – Mediterraneo in particolare – poco o niente è stato fatto da decenni per una pianificazione nazionale che individui le zone più a rischio: e che indichi gli eventuali, possibili interventi correttivi. Di recente è stato sottolineato, in studi pubblicati anche su “Nature”, che nel giro dei prossimi 50 anni il livello del mare sulle nostre coste dovrebbe crescere fino a 40 cm.

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E sarebbe solo all’inizio: lo scioglimento dei ghiacciai, l’aumento della temperatura già constatato, i vettori delle correnti contribuirebbero tutti. Non è certo un fenomeno solo mediterraneo, se alcune isole del Pacifico hanno lanciato l’SOS perché rischiano di sparire. Ma ci sono anche altri studi che indicano come si possa intervenire se non per modificare il fenomeno per ridurne le conseguenze più catastrofiche. E la soluzione comunque non è ciascuno per sé, magari accusando le realtà vicine e guardando il dito invece della Luna. Aspettiamo che dal Ministero dell’Ambiente arrivino anche fatto e non solo parole.

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Pubblicato il
26 Agosto 2020
Ultima modifica
28 Agosto 2020 - ora: 14:21

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