Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Per la gara dei due bacini si cerca un accordo no-Tar

LIVORNO – È una delle purtroppo numerose conseguenze di un Codice degli Appalti che per molti continua ad essere demenziale: la gara per la gestione dei bacini di carenaggio, quello da 350 metri praticamente ridotto a un relitto e quello galleggiante da poco ripristinato, si è conclusa alla fine del 2019 con la vittoria del merger tra la Benetti e l’associazione dei riparatori navali livornesi: ma ad oggi la commissione tecniche che era stata chiamata a decidere, non ha ancora formalizzato la cosa. O almeno – dicono i più critici – la sua scelta è in corso di verifiche tecnico-burocratiche da praticamente un anno. Nel frattempo, sembra che alla fine convenga il silenzio assoluto da parte di tutti: vincitori, vinti (gruppo Jobson), AdSP e riparatori in genere. Il motivo? Si cercherebbe un accordo tra i due competitors per evitare ricorsi al Tar che renderebbero ancora più lunga e complessa la strada delle rimessa in servizio del grande bacino.

[hidepost]

Va anche considerato che al momento in cui sarà formalizzata la vittoria di Benetti & C dovranno partire i tempi per il ripristino del bacinone. E non sarà un impegno leggero: una decina di anni fa una perizia del RINA aveva stabilito che sarebbe stato necessario investire almeno 20 milioni di euro: una cifra che probabilmente sarà nel frattempo cresciuta, visto che la barca-porta un paio d’anni fa è affondata strappando gli agganci ed è seppellita dal fango del fondale, praticamente non più utilizzabile. Il bacinone (che non ha mai ricevuto un nome, al contrario del galleggiante) ha la lunghezza di 350 metri e larghezza di 56 metri. La sua profondità dal livello del mare è di 9,70 metri. Di pertinenza del sistema bacini ci sono piazzali per complessivi 65.500 metri quadri oltre 26 mila metri quadri di specchi d’acqua e le banchine 76, 77 e 78. Il bacino galleggiante “Mediterraneo” è invece lungo 180 metri e largo 32 metri. Da quando è stato ripristinato è utilizzato costantemente anche se non ha mai ricevuto il collaudo definitivo per la portata massima di progetto.

[/hidepost]

Pubblicato il
2 Settembre 2020

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio