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Codice telematico e barche

Riceviamo dallo skipper fiorentino Manfredo Abati la seguente nota:

Ho letto sul sito web de “Il Giornale della Vela” che è stato recentemente (dal 1 gennaio scorso) aggiornato il vademecum sul regolamento per usufruire del codice telematico del diportista nautico, che avrebbe dovuto essere una semplificazione rispetto alle tante pratiche burocratiche necessarie nel recente passato per immatricolare una barca, per gli adempimenti ciclici e per velocizzare tutto quanto occorre in Capitaneria. Ma il parere degli esperti della rivista è quasi totalmente negativo: nel senso che le nuove norme alla fine non fanno altro che aggiungere complicazioni e rimandare da un adempimento all’altro. Non si dice infine che il trasferimento delle iscrizioni delle imbarcazioni dai brogliacci cartacei al codice telematico è ancora in corso, con enormi ritardi in alcune Capitanerie. Possibile che non si riesca a uscire nemmeno da questo pantano, che era sembrato finalmente una piccola ma bella rivoluzione?

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Rifiutandoci di ricorrere al vecchio e amaro detto dello “stavamo meglio quando stavamo peggio” dobbiamo riconoscere che anche il vademecum sullo STED recentemente aggiornato lascia parecchi punti oscuri sulla procedura. Abbiamo consultato anche noi il sito del “Giornale della Vela” che pone alcuni interrogativi pertinenti più che altro sulle procedure legate alla facilità o meno di ottenere la licenza di navigazione provvisoria. Ci auguriamo che questi dubbi siano chiariti dal Ministero competente: anche perché le Capitanerie hanno già il loro daffare per le trascrizioni dai registri cartacei a quelli informatici.

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Pubblicato il
13 Febbraio 2021

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