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Federlogistica: i nostri porti verso lo stallo

Luigi Merlo

ROMA – I porti italiani non possono più aspettare; e se – come è vero – un’importante potenzialità di ripresa dell’intero sistema economico nazionale transita proprio attraverso le banchine degli scali marittimi, è indispensabile che il Governo metta subito mano ai gravissimi problemi di gestione che paralizzano questo comparto e che, auspicabilmente, il ministro Giovannini, chiamato ad agire su tanti fronti, deleghi uno dei suoi vice ministri a seguire full time la politica marittimo-portuale del Paese.

Secondo Luigi Merlo, presidente di Federlogistica-Conftrasporto, la situazione di “degrado”, nella governance di gran parte dei porti italiani, li sta inesorabilmente spingendo verso una situazione di stallo e quindi di perdita di competitività.

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“Gran parte delle Autorità di Sistema Portuale – sottolinea Merlo – si limitano alla gestione ordinaria perché ancora in attesa della nomina del presidente; due Autorità sono da commissariare e il caso di Gioia Tauro, il porto che più è cresciuto nell’ultimo anno, presenta una situazione a dir poco paradossale. Ormai ciclicamente esplodono conflittualità e contrasti sul tema delle concessioni, con un rituale che si è ripetuto in questi giorni a Civitavecchia e Livorno e che trova motivazione comune in un ritardo ormai di 27 anni nel varo del regolamento unico sulle concessioni che avrebbe dovuto far parte integrante della riforma portuale del 1994”.

Secondo il presidente di Federlogistica-Conftrasporto, questo regolamento potrebbe essere predisposto in tempi brevi anche attraverso un lavoro congiunto fra Ministero e Autorità di Regolazione sui Trasporti. Ma ciò non accade e il conflitto in atto nel porto di Genova, bloccato dallo sciopero dei portuali dopo decenni di pace sociale, “evidenzia ancora una volta come spesso i concessionari fatichino a riconoscere all’AdSP un ruolo di autorità di regolazione; ruolo che oggi è difeso con armi spuntate”.

“Da tutto ciò – conclude Merlo – emerge la necessità cogente di garantire all’intero settore portuale una visione moderna e un assetto stabile ed efficiente; risultato questo, che, in considerazione del grande lavoro che dovrà affrontare il ministro Giovannini su tutti i fronti, potrebbe essere favorito da un delega a un vice ministro a seguire la politica Marittimo portuale del Paese con la continuità necessaria”.

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Pubblicato il
10 Marzo 2021

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