Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Microtunnel, adesso si fa sul serio

LIVORNO – C’è anche una buona notizia per il porto labronico, se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno: i lavori per il microtunnel sulla strettoia del Marzocco – la strozzatura che limita il pescaggio delle navi a 11 metri come massimo – sono ripresi a pieno ritmo e si cominciano ad intravedere anche i successivi passi per mettere in funzione la “talpa” meccanica che scaverà il settore orizzontale, lungo ben 240 metri per unire i due pozzi verticali dalla calata del Magnale alla sponda della torre.

Come noto, i lavori furono sospesi – oltre un anno e mezzo fa – perché il pozzo sul Magnale si allagò, causa una falda freatica ignorata. Ne è seguito un contenzioso con la ditta che aveva vinto la gara, che sosteneva essere il progetto non adeguato. Ci sono volute lunghe trattative e un nuovo progetto che ha portato a “incamiciare” il pozzo per renderlo impermeabile. Dai giorni scorsi il pozzo, che era stato riempito di terra e pietre per consolidarsi, è in fase di svuotamento. E allo scopo è stata montata una gru adatta all’opera, con tutti gli accorgimenti anche per garantire la sicurezza del personale.

Occorrerà circa un mese per svuotare completamente il pozzo del Magnale ed avere la garanzia della sua tenuta alle infiltrazioni d’acqua. Che nell’area interessata sono notevoli, trattandosi di terreno paludoso, un tempo addirittura sommerso. Il crono-programma prevede che subito dopo l’estate, probabilmente a metà settembre, potrà essere montata la “talpa” per cominciare il tunnel orizzontale sotto il canale. Se non si verificheranno altri intoppi il tunnel dovrebbe collegare i due pozzi verticali entro l’anno o al massimo i primi del 2022.

[hidepost]

A quel punto subentrerà l’ENI che dovrà eliminare gli attuali tubi tra le due sponde – che limitano appunto il pescaggio delle navi – e trasferirli nel tunnel. Un lavoro anche questo delicato, che dovrebbe concludersi in maniera definitiva entro il 2022. Consentendo così l’accessibilità in Darsena Toscana e nel canale industriale a navi con pescaggio fino a 13 metri in tutta sicurezza.

Parallelamente proseguono anche i lavori di riprofilatura della sponda Nord della strettoia, per portare la sua larghezza dagli attuali 65/70 metri ad almeno 90 metri; garantendo così il passaggio in piena sicurezza anche alle grandi fullcontiners.

[/hidepost]

Pubblicato il
12 Giugno 2021
Ultima modifica
14 Giugno 2021 - ora: 16:47

Potrebbe interessarti

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora

Avanti adagio, quasi indietro

Potremmo dire, parafrasando Guido Gozzano, che tra gli infiniti problemi che riguardano il nostro mondo attuale, tra guerre e genocidi, ci sono anche le “piccole cose di pessimo gusto”. Tra queste c’è l’incredibile vicenda...

Editoriale
- A.F.
Leggi ancora
Quaderni
Archivio