La “talpona” sta già mordendo

LIVORNO – Sta “mordendo” il fondale della strettoia d’ingresso alla Darsena Toscana e al canale industriale: a 20 metri di profondità, la grande “talpa” meccanica è stata calata martedì sul fondo del pozzo lato Nord con una gru della ditta Bettarini, è stata poi posizionata in orizzontale e collegata agli “spintori”, ossia ai grandi pistoni idraulici che la faranno avanzare – secondo il piano operativo – di 10 o 12 metri al giorno. Dovrà scavare un tunnel di 234 metri (destinato poi ai tubi dell’ENI che oggi condizionano il fondale del canale). Sono previsti turni di 12 ore di lavoro al giorno, diretti da una centrale totalmente automatizzata in un vicino container. L’operazione è tra le più complesse mai affrontate su un porto italiano. Mano a mano che la grande fresa avanza vengono piazzati i “conci” che costituiranno poi il tunnel sottomarino vero e proprio. Ogni “concio” è lungo 2,50 metri: se ne prevede il piazzamento di 4 al giorno. Il controllo di tutte le operazioni avviene dal container della centrale operativa: a intervalli due specialisti scendono nel tunnel per aiutare il posizionamento dei “conci”. È un pò come scendere sott’acqua a venti metri di profondità – ha spiegato l’ingegner Enrico Pribaz che sovrintende per l’AdSP a tutte le operazioni – per cui occorre anche avere a disposizione una camera di decompressione e apparecchi di respirazione”. Siamo insomma all’altissima tecnologia, già sperimentata anni fa sempre nelle nostre aree quando fu fatto il tunnel di accesso a terra dei tubi del terminale Offshore OLT, sebbene con difficoltà molto minori.

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