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Altro gas in mare in Sicilia

Nella foto: Una piattaforma in Sicilia.

AGRIGENTO – Eni ed Edison – riferiscono le compagnie in un report ripreso anche da Repubblica – hanno recentemente

scoperto un nuovo giacimento di gas nel Canale di Sicilia. 

Il giacimento di gas a regime

potrà erogare 170 mila metri cubi al giorno.

Un piccolo tassello al fabbisogno energetico nazionale, pari a circa 80 miliardi di metri cubi annui, che rappresenta però un passo avanti nello sviluppo della produzione nazionale. Come noto il gas è, in termini quantitativi, la prima fonte di alimentazione delle centrali elettriche italiane.

L’Italia produce il 60% della propria energia dal gas, ma su questo fronte è tutt’altro che autosufficiente, visto che è costretta a massicce importazioni.

Il nuovo giacimento è situato a circa 20 chilometri al largo dalle coste di Agrigento, ad una profondità di circa 500 metri, ed è stato localizzato tramite la perforazione del pozzo denominato “Argo 2”. Ma tutta questa zona nelle acque siciliane è ricca di gas: sempre nel Canale di Sicilia sono situati “Cassiopea”, “Panda” ed “Argo 1”. Ed è già allo studio un piano di sviluppo accelerato per garantire una sinergia ottimale tra questi quattro giacimenti, che insieme hanno un potenziale stimato in 18 miliardi di metri cubi di gas.

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Eni ed Edison operano insieme in quest’ambito e, in particolare per quanto riguarda Argo 2, dove Eni svolge il ruolo di operatore con il 60%, mentre il restante 40% fa capo ad Edison.

Trent’anni fa estraevamo 30 miliardi di metri cubi l’anno; oggi secondo lo stesso ministro Roberto Cingolani, sarebbero anche meno di circa 4 miliardi, a fronte di un consumo che lo scorso anno è stato di 76,1 miliardi di metri cubi. In generale il nostro paese avrebbe, stando ad alcune stime tutte da verificare, giacimenti valutati attorno ai 350 miliardi di metri cubi, mentre oggi siamo costretti ad importarlo e per il 37,8 per cento arriva dalla Russia.

In Italia i giacimenti attivi sono circa 1.300, anche se quelli che vengono realmente utilizzati con continuità superano di poco quota 500.

Dei quattro miliardi di metri cubi di gas italiano, il 54,6 per cento arriva dai giacimenti in mare e il resto dalla terraferma, che poi significa dalla Basilicata che da sola vale il 34% di quel 45% proveniente dai pozzi di terra.

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Pubblicato il
18 Maggio 2022
Ultima modifica
19 Maggio 2022 - ora: 10:33

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