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Come la Marina italiana vigila sul Mediterraneo

Giuseppe Cavo Dragone

LIVORNO – Sul sito di 🖥 “Dagospia” è stata riportata una lunga intervista del quotidiano 🗞 La Stampa , a firma di 👤 Marco Menduni, al capo di Stato Maggiore della Difesa ammiraglio 👤 Giuseppe Cavo Dragone sulla guerra in Ukraina e sui possibili coinvolgimenti della nostra Marina. Eccone una sintesi.

🎙 Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, capo di Stato Maggiore della Difesa, è trascorso un anno dall’inizio della guerra. Lei aveva già detto che «non esiste soluzione militare a questo conflitto», opinione ora ribadita dal capo di Stato Maggiore Usa, il generale Mark Milley. La sua opinione è invariata?

🗣 «Sono sempre dell’idea che una soluzione militare non si possa trovare. Né gli uni, i russi, riusciranno mai a disarcionare la leadership ucraina. Né gli ucraini potranno riuscire a riconquistare tutti i territori che sono stati invasi dalla Russia. […] è necessario fare una riflessione sul dopo, sul mondo che verrà, diverso da quello che era prima dell’invasione dell’Ucraina […]».

🎙 Era possibile evitare che la situazione arrivasse a questo punto?

🗣 «[…] Ci sono stati elementi di instabilità che non abbiamo colto prima del 24 febbraio? C’è stata qualche carenza nella comunicazione? Avremmo potuto avere una maggiore possibilità nel proporre dialogo e inclusione? Dovremo fare un esame di coscienza per capire se la comunità internazionale poteva dare delle risposte in questo senso. […]».

🗣 […] «E avanzato a grandi passi il processo di integrazione nel settore della politica di sicurezza, che è il punto di partenza per una politica successiva militare di difesa. […] affrontiamo il problema in maniera concreta e matura per consentire una forza militare europea. C’è un primo nucleo soli do di 5 mila uomini della Difesa europea indirizzati a essere dispiegabili anche in territori distanti come nucleo iniziale di presenza».

🎙 Serve un passo avanti?

🗣 «A differenza dell’Alleanza Atlantica, che è un’alleanza militare, l’Ue non lo è ancora. Quindi serve una catena di comando e di controllo fortemente orientata alla struttura militare, un centro decisionale politico come avviene per il Consiglio Atlantico, anche per l’Europa. Non c’è da inventare molto. […] lo sviluppo della difesa europea deve essere visto come un arricchimento della capacità dell’Occidente nel suo insieme. […] va messo a sistema come colonna europea dell’Alleanza atlantica. dobbiamo essere complementari senza sovrapposizione».

🗣 […] «Devono essere messe in comune le necessarie risorse per far decollare […] le joint venture delle varie industrie di varie nazioni. Con tempi di consegna più accelerati rispetto a ora».

🎙 In un’Europa che spesso stenta a trovare una strada comune, quali sono i rapporti tra le Forze Armate dei vari Paesi? Un esempio: qualche criticità emersa tra Italia e Francia ha creato contraccolpi a livello di rapporti in questo settore?

🗣 «Noi con i colleghi francesi ci troviamo in perfetta sintonia. Anche perché il Trattato del Quirinale ha avuto nelle due Difese, francese e italiana, i risultati migliori, che si sono concretizzati nel Mediterraneo con le unità navali. […]»

🎙 La nostra Marina è intervenuta per tenere sotto controllo le navi russe che si sono spinte nell’Adriatico. Sono mai stati sfiorati momenti critici?

🗣 «La cosa più difficile in Italia è mantenere i segreti. Mi sono sentito in dovere di intervenire per garantire ai nostri cittadini che la Marina italiana si è sempre tenuta a contatto stretto con le navi russe. Abbiamo agito sotto il profilo della deterrenza in maniera ottimale, facendo in maniera tale che l’attività della flotta delle Federazione Russa non fosse mai aggressiva e invasiva». […]

Pubblicato il
1 Marzo 2023
Ultima modifica
2 Marzo 2023 - ora: 10:33

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