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I russi nel Mare Nostrum

ROMA – 🗣 “Gli effetti immediati sulla nostra sicurezza della guerra in Ucraina si sono riverberati ancora una volta sul mare e sono l’aumento impressionante dei numeri della flotta russa nel Mediterraneo e nel Mar Nero a un livello che non si vedeva nemmeno ai tempi della guerra fredda”.

L’ha detto il capo di Stato Maggiore della Marina Militare 👤 Enrico Credendino, in audizione alla commissione Difesa della Camera.

🗣 “Il numero di navi russe nel Mediterraneo è aumentato, un numero alto che non è una minaccia diretta al territorio nazionale ma aumenta tantissimo la tensione – ha continuato Credendino – I russi hanno un atteggiamento aggressivo che non era usuale nel Mediterraneo e prima era evidente solo nel Baltico. Il rischio di incidente è possibile e quando c’è un incidente di questa natura non si sa mai dove si può andare a finire”.

🗣 “L’aumento di navi della flotta russa nel Mediterraneo viene definito impressionante.  Da una piccola nave appoggio che era presente nel 2015 a Tartus “fino alle 15 navi e 3 sommergibili che c’erano nel Mediterraneo fino a qualche settimana fa. Non è una minaccia diretta al territorio nazionale, ma richiede una maggiore presenza di nostre navi. L’esigenza per noi alleati è di essere presenti con una flotta navale bilanciata” ha concluso il capo di Stato Maggiore.

🗣 “Il Mediterraneo è una zona molto turbolenta, con una competizione continua tra Stati rivieraschi per l’accesso alle risorse economiche e teatro di illeciti di varia natura, tra contrabbando e trafficanti di esseri umani. È necessario monitorarlo costantemente – dice sempre Credendino – C’è anche un problema di riarmo delle nazioni della sponda Sud del Mediterraneo in termini navali, come l’Algeria che compra navi da Italia, Francia e Germania ma i sommergibili dotati di missili Kaliber li ha comprati dalla Russia”.

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Incrociatori, fregate, cacciatorpedinieri. Non è una novità, le navi militari, anche quelle russe, circolano di continuo nel Mediterraneo. Solitamente i mezzi si fermano “alla fonda” nei tratti di mare dove è consentito l’ancoraggio. E sono sempre monitorate della Difesa italiana grazie ai più disparati sistemi di intelligence.

C’è un dispositivo potente, noto, nella base navale dei russi a Tartus in Siria: si stima una presenza di due sommergibili e cinque navi di sostegno logistico. Un’altra unità logistica è a Sud di Cipro. La Marina militare aveva stimato in tutto fino a una ventina di unità, nei mesi scorsi.

Numeri certi è impossibile averli.

Il costo della permanenza in mare delle navi militari è altissimo, le esigenze di carburante e non solo sono notevoli.

Secondo quanto rilevato qualche tempo fa da uno speciale del Sole 24 Ore, i marinai in divisa di Mosca nelle acque del Mediterraneo si sono contraddistinti per la capacità spiccata di trovare i punti dove attraccare alla fonda. Zone al di fuori delle acque territoriali, dunque, non così numerose ma che consentono di fermarsi senza essere in navigazione continua.

Ma c’è anche un altro tema più spinoso: la presenza di navi russe civili ufficialmente di tipo mercantile che potrebbero avere informalmente compiti ben più strategici.

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Pubblicato il
1 Marzo 2023

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