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Mar Rosso tra missili e dirottamenti

ROMA – Il Mar Rosso sempre più off limits per le navi occidentali. L’emittente Al Jazeera riferisce, citando una fonte yemenita, che gli Houthi hanno attaccato martedì una nave Msc nel Mar Rosso per impedirle di raggiungere Israele. Gli Houthi hanno rivendicato l’attacco affermando che la MSC United, è stata “bersagliata con missili navali dopo aver ignorato tre chiamate di avvertimento”. Il portavoce ha inoltre affermato che sono stati effettuati attacchi con droni anche contro la città israeliana meridionale di Eilat e “altre aree della Palestina occupata”.

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Dietro gli Houthi, la popolazione a maggioranza sciita che conduce dal 2014 una guerriglia per impadronirsi il potere ci sono le grandi potenze sciite dell’Islam, in particolare l’Iran, che fornisce i poverissimi Haute di armi e danaro. Gli attacchi alle navi occidentali – in particolare israeliane ma non solo – rappresentano un ‘estensione della “guerra santa” contro l’occidente, sulla base della celebre dichiarazione che “dopo Costantinopoli e Gerusalemme, l’Islam conquisterà anche Roma”.

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Gli attacchi alle navi occidentali da parte delle milizie Houthi sono giustificati come aiuti alla libera lotta del popolo palestinese contro gli aggressori ebrei. In questo modo si tende a tener fuori dalla coalizione che sta (faticosamente) mettendo insieme una flotta di protezione, tutti i pesi arabi, anche quelli moderati.

In questo contesto l’operazione Prosperity Guardian, come un eventuale attacco statunitense agli Houthi, rischia di trasformarsi agli occhi del mondo arabo e islamico come l’ennesima aggressione a uno stato arabo effettuata dall’Occidente schierato al fianco di Israele: uno scenario che contribuirebbe a indebolire il ruolo occidentale in Medio Oriente.

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Non a caso, in un discorso tramesso in Tv il 20 dicembre, il leader del gruppo sciita yemenita di Ansar Allah, Abdul Malik al-Houthi, accusando gli americani di essere “complici degli orribili crimini che accadono in Palestina” ha sostenuto che ”alcuni paesi europei come Francia, Germania e Italia hanno una nera storia coloniale” alle spalle, e da loro “non ci aspettiamo che svolgano un ruolo positivo a beneficio del popolo palestinese”. 

Per quanto riguarda l’Italia, il governo ha deciso di inviare la fregata “Fasan”, una delle più moderne della nostra forza navale, armata con missili anti-missile e attrezzata anche com un funzionale ospedale interno. Ma ci sono molti distinguo e la forza navale al momento è solo una minaccia virtuale. 

E le navi mercantili, in particolare cisterne e porta-container ma non solo, sono costrette a abbandonare la rotta del Mar Rosso e di Suez per fare la circumnavigazione dell’Africa, tagliando di fatto fuori il Mediterraneo. Due delle cinque compagnie di containers che hanno scelto la rotta africana sono però tornate al Mar Rosso contando sulla protezione delle armi della forza navale internazionale, in fase di schieramento.

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Pubblicato il
30 Dicembre 2023

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