Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Trasportounito: i TIR a Roma “sveglia” al MIT

ROMA – “Ci spiace di aver svegliato una parte di Roma con il rumore dei nostri clacson; ci spiace aver creato ulteriori disagi al traffico; ma una sveglia dovevamo darla e l’abbiamo data al Ministero dei Trasporti che ormai da due anni considera l’autotrasporto come una sorta di rendita del Paese, sottovalutando i rischi di un collasso complessivo del settore”.

Così Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, ha commentato la recente manifestazione dei Tir che, “seguendo alla lettera le prescrizioni della Prefettura e della Questura” hanno portato la loro protesta sino in Piazza Croce Rossa, sotto le finestre del Ministero dei Trasporti. 

Da Saxa Rubra punto di concentrazione dei mezzi pesanti, si è staccata in prima mattinata una “delegazione” di quattro Tir che ha raggiunto Piazza Croce Rossa mentre una quarantina di mezzi (come pattuito con le Autorità di sicurezza) ha percorso a velocità ridotta (Tir Lumaca) il raccordo anulare.

“Ormai le motivazioni della nostra protesta – afferma Longo – sono purtroppo note da anni e altrettanto nota è la sottovalutazione da parte del Governo di un eventuale blocco delle aziende di autotrasporto, alle prese con norme non rispettate, con tempi di pagamento folli, e più di recente con una cronica impossibilità di trovare autisti”.

“Siamo l’unica associazione a protestare – ha concluso il segretario di Trasportounito – probabilmente perché siamo l’unica organizzazione datoriale che assiste realmente gli imprenditori mantenendo coerenza totale e assumendosi i rischi per la difesa del nostro settore. Un settore per la cui sopravvivenza è scattato il conto alla rovescia”.

In realtà non è solo l’associazione di Longo ad esprimere preoccupazione per il comparto merci su gomma: ma anche molte singole imprese, specie di media e piccola portata, hanno da tempo chiesto un maggior controllo nell’ambito dei sub-contratti, attraverso i quali vengono spesso scaricati sui lavoratori più deboli – piccoli autotrasportatori con uno o due Tir di proprietà – i lavori più delicati o meno redditizi, lasciando loro tutti gli oneri e con retribuzioni ridotte rispetto al contratto. Una realtà contro la quale sono già state aperte iniziative di controllo, ma al momento non determinanti.

Pubblicato il
22 Febbraio 2025
Ultima modifica
24 Febbraio 2025 - ora: 12:23

Potrebbe interessarti

Festìna lente, anzi lentissimo

L’antica saggezza del suggerimento dell’imperatore Augusto, sembra diventata la guida più seguita non solo dalla politica nazionale ma anche dall’Authority di Livorno e Piombino. Dopo quasi un anno dall’insediamento del nuovo presidente, dopo tutta...

Leggi ancora

Salone nautico dei sogni proibiti

Aveva voglia il Gattopardo – ovvero Tomasi di Lampedusa – a sostenere che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Oggi, di fronte alle notizie d’anteprima per il prossimo, sempre più grande salone nautico...

Leggi ancora

In ricordo del sor Aldo

LIVORNO.  Forse perché invecchiando il presente richiama sempre di più il passato. O forse perché gli amici veri rimangono legami importanti anche se non ci sono più.  È così che ogni 15 settembre mi...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio