Avvicinare alla scienza i ragazzi e (soprattutto) le ragazze, finanziato un progetto dell’ateneo pisano
PISA. “Stem” è la sigla che sta per science (scienza), technology (tecnologia), engineering (ingegneria) e mathematics (matematica): far fare un balzo in avanti alla didattica in queste discipline è l’obiettivo del progetto dell’Università di Pisa che ha ottenuto fondi dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri». Punta a incentivare, fra studenti e studentesse, lo sviluppo di competenze nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche attraverso la promozione di «progetti innovativi di formazione dei docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado nella didattica» di queste materie.
Quello di Pisa è risultato «tra i nove atenei del Centro-Nord» che hanno ottenuto un finanziamento: circa 200mila euro per una iniziativa dal titolo “Laboratori di cittadinanza scientifica: percorsi di co-progettazione per una didattica partecipata nelle Stem”. A darne l’annuncio è l’università di Pisa, segnalando che il progetto è coordinato dalla professoressa Elena Bonaccorsi (Dipartimento di scienze della terra) e dal professor Mirko Maracci (Dipartimento di matematica) e coinvolge docenti dei Dipartimenti di biologia, chimica e chimica industriale, fisica, informatica, matematica, scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali, scienze della terra, e dei tre Dipartimenti della scuola di ingegneria.
Presentando il progetto, viene sottolineato che si punta su attività laboratoriali («ogni laboratorio prevede attività di co-progettazione con le scuole, percorsi pratici e sperimentazioni in classe») in tandem con «lo sviluppo del pensiero critico, delle capacità di “problem solving” e di una cittadinanza scientifica consapevole». Con una (doppia) strategia di fondo: da un lato, cercare di «ridurre il divario di genere nelle scelte formative e professionali»; dall’altro, consolidare «il legame tra scuola, università e territorio».
L’Università di Pisa tiene a mettere in evidenza anche un ulteriore aspetto: siamo nel solco della tradizione di un ateneo attivo nella formazione degli insegnanti («dalla “Ssis” ai “Tfa” fino ai percorsi abilitanti “Pf60” e “Pf30”») così come impegnato «nell’orientamento e nella parità di genere, già al centro di progetti e attività di ricerca, didattica e terza missione».
La professoressa Cecilia Iannella, delegata del rettore per la formazione insegnanti, mette l’accento sul fatto che il progetto ribadisce «l’impegno dell’Università di Pisa nel sostenere la formazione degli insegnanti e nel rafforzare la collaborazione con le scuole del territorio». Lo ripete chiarendo un punto: «Investire nella didattica “Stem” significa dare strumenti concreti a studenti e studentesse, contribuendo a ridurre i divari e a costruire una cittadinanza scientifica inclusiva. Non è un caso che il progetto sia stato sostenuto dal Dipartimento per le Pari Opportunità: la promozione delle competenze scientifiche deve andare di pari passo con l’attenzione alle pari opportunità e all’inclusione di genere».