Università di Pisa, per 5 studenti arrivati dalla Palestina il benvenuto con il rettore
«Iniziative come questa rappresentano in concreto la nostra scelta di pace e solidarietà»

PISA. L’Università di Pisa li ha accolti nel Palazzo della Sapienza: un luogo-simbolo dell’ateneo pisano per il benvenuto a cinque studenti arrivati dalla Palestina. Aver marcato con una cerimonia questo passaggio – è stato ribadito – vuol segnalare l’impegno dell’ateneo per «la concreta attuazione dei principi di pace, responsabilità sociale e solidarietà internazionale, come sancito dal proprio statuto» (e com’è stato ripetuto).
La cerimonia è stata aperta dal rettore Riccardo Zucchi: erano presenti i prorettori Enza Pellecchia (delega per la coesione della comunità universitaria e il diritto allo studio) e Giovanni Federico Gronchi (con delega per la cooperazione e le relazioni internazionali), oltre al vicario della Questura di Pisa, Antonio Soluri, e l’assessora comunale Frida Scarpa. Sono intervenuti inoltre rappresentanti della Croce Rossa Italiana, i referenti dell’iniziativa Fiori dai Cannoni e dell’Associazione Sante Malatesta, che hanno contribuito alla realizzazione dei percorsi di accoglienza.
I ragazzi e le ragazze hanno condiviso le loro storie e ringraziato l’università di Pisa per il supporto ricevuto Oltre ad Aya, arrivata lo scorso ottobre per frequentare il corso di laurea magistrale in “Exploration and applied geophysics”, l’Ateneo ha salutato Ahmed, iscritto al corso di laurea magistrale in “Economics”, Muawiya, iscritto al corso di laurea magistrale denominato “Data science and business informatics”, Mohammed, iscritto all’International Programme for Humanities “Performing arts and communication”, e Nabaa, iscritta al corso di laurea magistrale “Scienze per la Pace”.
Dal quartier generale dell’ateneo pisano si mette in risalto che la cerimonia in Sapienza ha rappresentato «non solo un momento di accoglienza, ma anche un segnale concreto di attenzione e responsabilità da parte dell’Università di Pisa, che rinnova il proprio impegno a favore del diritto allo studio come strumento fondamentale di pace e cooperazione internazionale».
All’iniziativa hanno contribuito anche la Fondazione Lasciti dell’Ateneo e l’azienda che si occupa in Toscana del diritto allo studio universitario; il Centro linguistico dell’Università di Pisa (Cli) offrirà corsi di italiano ai cinque studenti, aiutandoli così a integrarsi nella nuova realtà accademica.
È emerso che i cinque studenti palestinesi sono arrivati a Pisa in virtù di diverse iniziative di cooperazione internazionale e corridoi universitari promossi o sostenuti dall’ateneo: due sono stati selezionati nell’ambito dell’accordo siglato tra l’Università di Pisa e la Croce Rossa Italiana; altrettanti sono stati accolti appoggiandosi al progetto “Italian Universities for Palestinian Students” (Iupals), coordinato dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) e condiviso con il ministero degli esteri e quello dell’università e della ricerca, con la collaborazione del Consolato d’Italia a Gerusalemme. Senza dimenticare «azioni promosse da reti e associazioni della società civile, che hanno consentito di attivare corridoi universitari e contributi economici a sostegno del diritto allo studio».
Queste le parole del rettore Zucchi: «L’Università di Pisa conferma, anche attraverso iniziative come questa, il proprio impegno per l’attuazione dei principi della pace, della sostenibilità e della responsabilità sociale, che costituiscono parte integrante del nostro Statuto. Accogliere studentesse e studenti provenienti da contesti segnati da conflitti significa difendere in modo concreto il diritto all’istruzione superiore, offrendo opportunità reali di crescita e di futuro, e al tempo stesso ribadire il ruolo dell’università come spazio di dialogo, produzione di conoscenza e convivenza tra culture diverse, capace di contribuire alla costruzione di una società più giusta e inclusiva. La loro presenza all’interno dei nostri corsi rappresenta una concreta opportunità di arricchimento culturale e umano per un ateneo come il nostro che si basa sul rispetto e la valorizzazione di tutte le culture».
Sul significato più ampio dell’iniziativa è intervenuta anche la prorettrice Enza Pellecchia: «Con l’arrivo di questi primi studenti abbiamo mantenuto la promessa che è stata fatta alla nostra comunità universitaria di impegnarci per contribuire al diritto allo studio dei giovani palestinesi. Il percorso che li ha portati a Pisa è stato lungo ed anche emotivamente importante per noi tutte e tutti: man mano che uscivano dalla generica definizione “studenti palestinesi” e ne conoscevamo nome, volto, dati anagrafici e iniziavamo la corrispondenza con loro abbiamo sentito crescere il legame con loro e la responsabilità di fare andare a buon fine l’operazione. Loro manifestano gratitudine per noi: ma siamo noi a ringraziare loro, perché ci consentono di restare umani».
Ecco la dichiarazione del prorettore Giovanni Federico Gronchi: «A partire dall’aprile 2024, l’Università di Pisa ha rafforzato il proprio impegno nello sviluppo di collaborazioni e nella partecipazione a iniziative finalizzate all’attivazione di corridoi universitari per la Palestina. Un percorso che si inserisce in una più ampia politica di interventi e iniziative dell’ateneo, pensata per offrire sostegno concreto agli studenti provenienti da aree segnate da conflitti, favorendone l’accesso alla formazione universitaria e promuovendo inclusione, cooperazione internazionale e tutela del diritto allo studio».











