Alla diga di Genova i sedimenti di La Spezia: ora c’è la firma
Dal commissario straordinario Bucci il via libera e Pisano esulta

Bruno Pisano, presidente dell’Authority spezzina
LA SPEZIA. Doppio round positivo per il porto di La Spezia e il presidente dell’Authority Bruno Pisano esulta («stiamo vivendo una fase epocale»). Da un lato: dal Consiglio di Stato è arrivata la conferma della decisione del Tar che aveva respinto al mittente il ricorso contro la gara riguardante il nuovo Terminal Ravano, dunque resta in piedi il provvedimento in base al quale sono stati aggiudicati lavori da 90 milioni di euro ed è stato possibile togliere l’impasse al via del cantiere. Dall’altro: ha ottenuto semaforo verde il piano in base al quale nella nuova diga foranea di Genova vengono conferiti i sedimenti provenienti dal dragaggio del terzo bacino.
Vale la pena di mettere l’accento sul fatto che è giunta la firma del commissario straordinario per la ricostruzione Marco Bucci: è un atto che ha messo in moto il piano per il conferimento nella nuova diga genovese di quanto proviene dal dragaggio spezzino. Stiamo parlando del trasferimento di 282mila metri cubi da effettuare – viene precisato – nel corso del 2026 con «la finalità di approfondire i fondali e renderli agibili, ai fini della navigazione, alle navi portacontainer dirette all’ampliato terminal Ravano».
Il via libera è arrivato dopo che sono stati espressi i pareri vincolanti da parte della Regione Liguria, dell’agenzia di protezione ambientale e dell’Asl. «Proprio allo scopo di avviare quanto prima le operazioni di dragaggio in questione, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale – si afferma – pubblicherà, a breve, il bando di gara per l’affidamento dei lavori». Tale intervento è stato suddiviso in un lotto principale e in uno o più lotti opzionali: il volume complessivo di dragaggio di poco superiore agli 822mila metri cubi.
Queste le parole del presidente Bruno Pisano: «Ora potremo procedere speditamente alla realizzazione delle opere necessarie all’ampliamento del nostro porto, attese e programmate da dieci anni. Lavoreremo, come abbiamo sempre fatto finora, in piena sinergia con gli operatori privati. Lsct si occuperà della parte a terra, l’Authority della parte a mare, ovvero il dragaggio del terzo bacino portuale, propedeutico anche ai lavori di ampliamento del Terminal del Golfo, per cui il gruppo Tarros ha avviato le procedure di gara».











