L’alleanza fra Prysmian e Versalis per dare nuova vita ai rifiuti plastici dei cavi
Per la prima volta è possibile riciclare i polimeri: ecco come si fa
MILANO. Un’altra “vita” è possibile: anche per i rifiuti plastici provenienti da cavi. Lo è grazie «a un innovativo processo di riciclo chimico e allo sviluppo di una filiera dedicata». È questo il frutto dell’alleanza fra Prysmian e Versalis. L’una è un piccolo grande esempio di industria italiana che ha saputo conquistarsi la leadership mondiale nel settore dei sistemi in cavo per energia e telecomunicazioni: oltre 33mila dipendenti, 107 impianti produttivi e 27 centri di ricerca e sviluppo, più di 17 miliardi di ricavi nel 2024. L’altra è una società chimica della galassia Eni: opera a supporto di una vasta gamma di settori industriali, a cominciare da auto, imballaggi, edilizia, agricoltura ed elettrodomestici.
In base a questa collaborazione strategica, Prysmian si occuperà di raccogliere i rifiuti plastici derivanti dalle proprie produzioni, oltre che dai cavi dismessi dai principali clienti, a Versalis invece spetterà il compito di trasformarli tramite la tecnologia “Hoop” nel suo impianto a Mantova. Come? Prima, convertendoli in olio di pirolisi e poi in materia prima per la produzione di nuovi polimeri plastici. A loro volta, tali polimeri – è stato spiegato presentando l’iniziativa – saranno poi utilizzati da Prysmian per realizzare nuovi cavi ad alte prestazioni.
È stato messo in evidenza che I cavi energia potranno essere isolati utilizzando polietilene reticolato (Xlpe) e altri strati polimerici: si tratta di «materiali difficili da riciclare meccanicamente». In virtù di questa intesa (e all’utilizzo della tecnologia di riciclo chimico “Hoop” di Versalis), Prysmian prevede che «circa il 60% degli scarti di Xlpe potrà essere convertito in un materiale riutilizzabile per la produzione di nuovi cavi».
C’è un passaggio la cui importanza non dev’essere sottovalutata: «È la prima volta che nell’industria dei cavi – viene fatto rilevare – un cavo reticolato, con tutti gli strati polimerici, potrà essere riciclato chimicamente su larga scala, contribuendo così alla creazione di un ciclo virtuoso circolare».
Queste le parole di Srinivas Siripurapu, che in Prysmian è il capo del settore sostenibilità, innovazone e ricerca e sviluppo: «Grazie a questo accordo, diamo nuova vita agli scarti: il primo progetto pilota verrà avviato in Italia nella seconda metà del 2026. Questo passo avanti è un altro forte segnale del nostro costante impegno nel trovare nuove soluzioni sostenibili per i nostri clienti e per il pianeta, mentre contribuiamo a ridurre l’impatto ambientale della nostra catena di fornitura e a diminuire le emissioni».
Ecco la dichiarazione di Fabio Assandri, capo della ricerca e sviluppo di Versalis: «Questa collaborazione con Prysmian è strategica e dimostra come la nostra ricerca e le nostre tecnologie avanzate possano fornire soluzioni concrete per la gestione del fine vita dei prodotti complessi. Grazie a questo progetto congiunto, contribuiamo in modo attivo a rendere più sostenibile e circolare il settore industriale».











