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CORRIDOIO CINA-EUROPA

In aiuto ai porti “verdi” fra il cuore dell’Asia e il mar Caspio

Il Rina nel tandem del progetto internazionale per la trasformazione digitale

Porto di Aktau nel Kazakhstan

GENOVA. Promuovere porti “verdi” e connettività nella regione del Mar Caspio: come dare una mano a un pool di scali portuali nel Mar Caspio e nel Mar Nero (segnatamente: Baku in Azerbaigian, Aktau e Kuryk in Kazakistan, Turkmenbashi in Turkmenistan e Batumi in Georgia) a gestire «la crescente domanda di transiti, migliorandone però la sostenibilità». È questo lo scopo del contratto che si sono aggiudicate il Rina e l’ Hamburg Port Consulting (Hpc): l’una è una équipe multinazionale italiana di consulenza ingegneristica, ispezione e certificazione; l’altra, una importante realtà nella consulenza per porti, terminal e logistica con una solida esperienza nella digitalizzazione sostenibile e nelle operazioni ferroviarie intermodali.

In tandem hanno ottenuto di lavorare con incarico quinquennale al progetto dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce), in particolare l’ Ufficio del Coordinatore Osce per le attività economico-ambientali (Occea). Sotto i riflettori l’esigenza di capire come «ridurre l’impatto ambientale dei trasporti attraverso l’adozione di energie rinnovabili, il miglioramento dell’efficienza energetica, l’innovazione digitale e le tecnologie di connettività, promuovendo l’azione per il clima», è stato detto presentando il progetto (che ha anche «una componente specifica dedicata alla parità di genere»).

La Fase III – viene sottolineato – si basa sui risultati delle fasi precedenti e introduce un modello articolato in cinque pilastri, rafforzati dalla cooperazione regionale:

  • integrazione delle energie rinnovabili,
  • resilienza climatica,
  • sistemi di monitoraggio digitale,
  • parità di genere,

Secondo quanto viene riferito, le principali aree di intervento includono «studi di fattibilità per l’energia rinnovabile e l’adattamento climatico, la progettazione di sistemi di monitoraggio ambientale e digitale, l’implementazione di politiche sensibili alla dimensione di genere e un programma di formazione che combina corsi online con una visita di studio presso porti europei di riferimento. Dietro le quinte c’è l’idea di di favorire la cooperazione tra Azerbaigian, Kazakistan, Turkmenistan e Georgia, così – è stato sottolineato – da «contribuire ad allineare le strategie nazionali dei porti e a rafforzare la resilienza lungo il “Middle Corridor”». Quest’ultimo è la rotta geograficamente più breve fra Estremo Oriente e Europa: non la rotta artica a nord né quella oceanica a sud bensì tutta via terra fra la Cina e l’Est Europa passando dalle repubbliche centroasiatiche ex Urss (soprattutto gli “-stan”) fino alla zona del Caspio-Caucaso.

Dal progetto nascerà una piattaforma di cooperazione transnazionale tra i porti partecipanti in modo di mantenere lo scambio di conoscenze e garantire che «la trasformazione verde e digitale rimanga un obiettivo condiviso a livello regionale».

Queste le parole di Giulia Manconi, rappresentante Osce: «Sostenibilità, connettività e sicurezza nella regione del Caspio e oltre: siamo impegnati a promuoverlo noi dell’Osce. Con questa nuova fase, stiamo aiutando cinque porti strategici a garantire la sostenibilità, l’operatività e la resilienza a lungo termine dei collegamenti commerciali e di trasporto tra Asia Centrale ed Europa, anche attraverso l’implementazione di soluzioni concrete basate su energie rinnovabili e resilienza climatica, avanzando al contempo innovazione digitale e inclusione». La collaborare con Rina e Hpc – afferma – facilita «la condivisione di conoscenze tra regioni e ci consente di portare competenze tecniche di alto livello e le migliori pratiche internazionali a supporto della connettività sostenibile».

Ecco la dichiarazione di Cristina Migliaro, manager di Rina: «Sostenere l’iniziativa “Green Ports” dell’Osce è un’opportunità per trasformare la nostra esperienza in ingegneria, certificazione e sostenibilità in un impatto concreto. Combinando innovazione tecnica con la nostra esperienza nei progetti di transizione energetica, puntiamo ad aiutare i porti del Mar Caspio e del Mar Nero a rafforzare le loro prestazioni ambientali e a prepararsi alla prossima generazione di infrastrutture marittime verdi».

Così il commento di Frank Busse, vicepresidente Europe di Hpc: «Questa collaborazione significa per Hpc dare la possibilità alle autorità portuali locali e agli stakeholder di prendere decisioni informate e sostenibili. Il nostro obiettivo è concentrarci su miglioramenti digitali e operativi concreti che generino valore reale per i porti e per le persone che ne dipendono. Lavorando a stretto contatto con Rina e l’Osce, puntiamo a trasformare competenze globali in impatti locali lungo il “Middle Corridor”».

Pubblicato il
13 Gennaio 2026

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