Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti
L’INDUSTRIA DELL’AUTO/2

E ora spuntano anche i problemi per le fabbriche Dumarey

«Segnale d’allarme, i guai della componentistica non sono più casi aziendali isolati»

FAUGLIA (Pisa). Il settore è sempre quello dell’industria dell’auto: anzi, della componentistica, cioè di quell’arcipelago di pezzi che compongono una vettura, in genere più di tremila. Proprio nelle stesse ore per cui a Guasticce sembra arrivare uno spiraglio di luce per la Magna Closures con l’accordo al tavolo del ministro, a San Piero a Grado e a Fauglia si alza la preoccupazione per «la crisi che investe Dumarey», come dalla sponda dei Giovani Democratici segnalano Enrico Bruni e Bernardo Taddei, entrambi segretari provinciali, l’uno a Pisa e l’altro a Livorno.

«Non è una vicenda “aziendale” isolata: è un segnale d’allarme per tutto il nostro territorio», tuonano i due dirigenti politici. «Dopo anni di uscite incentivate per evitare licenziamenti, oggi tornano con forza le preoccupazioni occupazionali, a partire dai lavoratori più esposti e precari: il rischio di ulteriori riduzioni di organico e di peggioramento delle condizioni economiche non può essere considerato un prezzo inevitabile».

Occhi puntati sulla «fragilità del settore auto in Europa e in Italia, ma soprattutto per tutto il nostro territorio, e di quanto sia urgente governare la transizione senza scaricarne i costi su lavoratrici e lavoratori». Bruni e Taddei insistono su un aspetto: nel nostro territorio l’industria dell’auto «non è un residuo del passato: è competenza, manifattura, filiere, salari che tengono insieme famiglie e comunità».  A tal riguardo, i due segretari provinciali Gd chiedono che «si rafforzi subito un presidio politico e istituzionale di area vasta Pisa-Livorno», che stiano «al fianco di rsu e organizzazioni sindacali, per garantire trasparenza su prospettive e investimenti e per costruire strumenti che non penalizzino chi ha già pagato negli anni scorsi».

In particolare, il messaggio è indirizzato «alla Regione Toscana, ai Comuni e alle Province di Pisa e di Livorno, e al governo nazionale, insieme ai parlamentari eletti sul territorio». Nello specifico, c’è l’invito a creare «un tavolo immediato e permanente che metta attorno allo stesso piano istituzioni, sindacati e azienda». Una cosa è certa, per Taddei e Bruni: questa crisi «non può essere gestita per inerzia né scaricata sui lavoratori».

«La soluzione non può essere la guerra, e nemmeno un’economia orientata al riarmo come surrogato di politica industriale», si sottolinea nel documento livornese-pisano. Aggiungendo poi: «Dobbiamo anche avere il coraggio di riconoscere gli errori del passato: l’idea che bastasse abbandonare alcune produzioni, senza una regia industriale e sociale, ha contribuito a indebolire filiere e certezze. Oggi la parola d’ordine deve essere opposta: governare, non subire, e farlo con strumenti concreti». Quali? L’uno: la provincia di Pisa va riconosciuta in modo formale come crisi industriale complessa. L’altro: servono ammortizzatori straordinari disponibili, «a partire dalla cassa integrazione speciale e dai contratti di solidarietà, con l’obiettivo esplicito di evitare licenziamenti e tenere insieme continuità produttiva, formazione e rilancio».

Ma c’è un ulteriore punto sul quale Taddei e Bruni richiamano l’attenzione: «La debolezza strutturale degli staff leasing e del lavoro in somministrazione: sono lavoratori che spesso hanno anni di anzianità e professionalità decisive, ma restano appesi alla scelta aziendale di mantenerli o meno». A tal riguardo, il tavolo istituzionale deve impegnarsi per «ottenere garanzie di continuità e un percorso di stabilizzazione progressiva, e che eventuali sostegni pubblici o incentivi siano legati a impegni occupazionali verificabili, includendo esplicitamente chi oggi è più ricattabile».

Pubblicato il
22 Gennaio 2026

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio