Visita il sito web
Tempo per la lettura: 7 minuti
CALAMBRONE

Ponte sullo Scolmatore: perché va rifatto daccapo, e sarà levatoio

L’identikit (e le date) dell’infrastruttura che fermerà i litigi fra Livorno e Pisa   

Il ponte del Calambrone percorso da Tirrenia in direzione Livorno: a destra, sullo sfondo, una nave in Darsena Toscana

CALAMBRONE (Pisa). Finalmente Livorno e Pisa hanno capito che le cose si possono fare anche insieme, senza piantarsi gomitate nella schiena. È stato trovato l’accordo per realizzare un nuovo ponte mobile sullo Scolmatore. Nella sede della Regione Toscana, officiante il presidente Eugenio Giani, è stato deciso che «la nuova infrastruttura si farà» e il progetto sarà condiviso da tutti gli enti coinvolti: le Province di Pisa e di Livorno così come i Comuni di Livorno e di Pisa ma soprattutto in primis la Regione Toscana e l’Authority labronica che da Palazzo Rosciano governa il sistema portuale di Livorno-Piombino.

Saranno proprio questi ultimi due che pagheranno il conto inizialmente: costa 1,4 milioni di euro l’avvio del percorso di progettazione, con la messa a gara degli interventi relativi alla progettazione di fattibilità tecnico-economica. La somma la tira fuori quasi tutta (1,2 milioni) l’Autorità di Sistema Portuale, i restanti 200mila euro li scucirà la Regione Toscana.

Il primissimo identikit del nuovo ponte

L’ipotesi progettuale immagina per il nuovo ponte del Calambrone una lunghezza di 145 metri suddivisa in tre campate: quella centrale sarà mobile. A “doppia volata”, cioè con due parti che si sollevano e si ricongiungono al centro. Fra i due pilastri che reggono la parte mobile ci sarà un’ampiezza di 40 metri, con la fascia navigabile larga 35 metri (e dunque, come dicono dalla Regione, «idonea a garantire continuità rispetto alla larghezza del Canale dei Navicelli che è di 32 metri»). Ai lati della campata mobile l’altezza utile dovrebbe essere di 5 metri rispetto al pelo dell’acqua,  dovrebbe salire a 7 metri al centro, là dove si incontrano i due segmenti del ponte mobile. Attenzione, nell’incontro è stato sottolineato che nessuno ha intenzione di togliere ora il ponte attuale: c’è da garantire l’accesso a Tirrenia da Livorno: dunque è previsto che l’attuale ponte fisso resti in funzione «fino alla costruzione della nuova infrastruttura, dopodiché sarà demolito», è stato precisato.

L’attuale ponte sullo Scolmatore visto in una immagine aerea

Sono stati il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e il numero uno dell’Authority portuale livornese, Davide Gariglio, a presentare – insieme ai rappresentanti degli enti locali coinvolti – il documento di fattibilità del progetto del ponte e a indicare quali saranno le prossime tappe per arrivare a realizzarlo davvero. Solo liturgie? Forse, ma non dimentichiamoci che agli inizi del decennio scorso, di fronte alla cerimonia già convocata in Regione Toscana con tanto di fotografi e cronisti, davanti a un esterrefatto “governatore” Enrico Rossi Livorno e Pisa litigarono per le “porte vinciane”, l’ulteriore sbarramento in questo caos. Del resto, tutti lo sanno: la Darsena Toscana ha un problema di interramento proprio per via dei sedimenti apportati dallo Scolmatore.

È stato annunciato che nel giro di qualche giorno si farà il bis del protocollo di intesa messo nero su bianco nel 2024 tra Regione Toscana, Comuni di Livorno e di Pisa, Province di Livorno e di Pisa, Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, la srl del municipio pisano che curiosamente ha deciso di chiamarsi “Port Authority di Pisa”. Da lì – viene fatto rilevare – è stato costituito il tavolo tecnico per l’individuazione di chi realizzerà l’intervento. «Tra i compiti del tavolo anche quelli  di individuare la soluzione progettuale tecnicamente più idonea e di verificare modalità e tempi per il recepimento e l’utilizzo delle risorse finanziarie necessarie alla progettazione e realizzazione dell’opera», è stato detto. Di quanti soldi c’è bisogno? Si stima servano sui 35 milioni di euro. Passaggio seguente: il soggetto scelto come attuatore dovrà predisporre la documentazione di gara. Obiettivo: arrivare «nel 2027» alla gara di appalto dei lavori.

Post scriptum: se, una volta creato il nuovo ponte mobile (e dunque l’accesso al mare per le industrie della Darsena Pisana), il piccolo canaletto che oggi va dallo Scolmatore alla Darsena Toscana potesse essere eventualmente tombato, chissà se gli ingegneri troverebbero i margini per creare un nuovo accosto in quella zona del porto.

Una lunga storia complicata, e lo Scolmatore in mezzo

Lo Scolmatore divide non solo i due territori provinciali ma anche due orizzonti di sviluppo che vanno in direzione differente: a sud, in campo livornese c’è la nuova espansione a mare della Darsena Europa e comunque il cuore di uno dei primi 25 terminal contenitori del Mediterraneo, senza contare il polo industriale petrolchimico; a nord, dal lato pisano c’è il turismo del litorale e le zone del parco di San Rossore.

Già questo basterebbe a far scintille, ma la polveriera che rischia di esplodere – e la Gazzetta Marittima l’ha denunciato tante volte – è il fatto che sul Canale dei Navicelli, in territorio pisano, si affacciano cantieri navali che sono un gioiello e lo stabilimento (livornese) di Gas & Heat che è perfino più di un gioiello: gli uni e l’altro hanno bisogno assoluto di uno sbocco a mare per far uscire yacht e enormi serbatoi o piccole navi gasiere. Ma non possono farlo dalla foce dello Scolmatore perché l’attuale ponte del Calambrone ha una “luce” troppo bassa, non ci passerebbe manco un gozzo, figuriamoci un panfilo.

Il mistero buffo dei quattro ponti levatoi l’uno accanto all’altro fra lo Scolmatore (sulla sinistra) e la Darsena Toscana del porto di Livorno (sulla destra). In mezzo c’è una piccola via d’acqua larga 30 metri attraversata da quattro ponti nel giro di pochi metri. Da sinistra: 1) il ponte della strada verso Calambrone-Tirrenia; 2) il ponte della linea ferroviaria che arriva sulle banchine; 3) il ponte di via Mogadiscio; 4) il ponte del viadotto che porta al varco doganale del terminal Tdt

E allora si fa come si è sempre fatto: il Canale dei Navicelli, realizzato nel Cinquecento, taglia in perpendicolare la larghezza dello Scolmatore, con un fondale escavato perché altrimenti il pescaggio sarebbe insufficiente, poi si butta nell’attuale Darsena Toscana, fra portacontainer grandi più di una cattedrale. Fra lo Scolmatore e la Darsena Toscana c’è quel che resta del plurisecolare canale, un corsettino d’acqua largo una a malapena una trentina di metri e lungo 300, sopra il quale passano quattro ponti. Quattro ponti l’uno quasi a contatto con l’altro: un record mondiale. Tutti e quattro sono ponti levatoi: ogni volta che c’è da far passare qualcosa la Darsena Toscana (e in futuro la Darsena Europa) restano isolate.

Il rischio assurdo che il cuore del porto resti isolato

Detto per inciso, lo si è visto anche in occasione dell’ultimissima esercitazione di soccorso organizzata dall’Authority livornese. Ma, anche senza immaginare che qualche lavoratore sia in pericolo di vita su una ambulanza bloccata dal ponte alzato, c’è il problema dei collegamenti: pensate a un terminal da ben più di un milione di teu annui, per il quale si mette in conto una forte ferroviarizzazione (più dell’attuale 19% dei contenitori spediti via treno). Già, perché il ponte levatoio c’è anche per il treno…

Che questo sia un nervo scoperto deve averlo intuito anche il nuovo presidente dell’istituzione portuale labronica: Davide Gariglio non aveva manco fatto a tempo ad arrivare dalla “sua” Torino a Palazzo Rosciano, e già aveva affrontato l’imprenditoria pisana arrabbiatissima per qualche malinteso attorno all’accesso al mare via Darsena Toscana. Non solo: deve averla capita talmente bene che durante la visita del ministro Matteo Salvini al cantiere della Darsena Europa non ha mancato di insistere sì sulla maxi-Darsena ma anche su questo ponte del Calambrone. Di più: il ministro ha dato segno di aver capito che si tratta di un problema da risolvere, dunque è presumibile che ne abbiano discusso anche nel faccia a faccia riservato di qualche giorno prima.

La presentaziione del progetto nella sede della Regione Toscana

Giani: il nuovo ponte intitoliamolo a Cosimo I de’ Medici

Si sa che il “governatore” Giani ha in testa due figure, l’una medicea e l’altra lorenese, come padri nobili della patria toscana: e se l’uno è sicuramente Pietro Leopoldo, l’altro non può che essere il granduca Cosimo I. Certo, Ferdinando I ha “firmato” le “Livornine” e l’idea di far nascere Livorno ma il porto è una invenzione di Cosimo e di Cosimo è l’idea dei Canale dei Navicelli. Ragion per cui il ponte lui vorrebbe intitolarlo proprio a Cosimo I. «Questo ponte mobile sarà la soluzione ad una questione annosa e complessa: il suo meccanismo di apertura permetterà anche ai più grandi tra gli yacht costruiti dai cantieri navali dei Navicelli di arrivare direttamente al mare, senza gravare sul porto di Livorno. Attualmente questo non è possibile perché il ponte esistente è fisso e troppo basso, ma grazie a questa nuova opera l’intero sistema diverrà più fluido e diretto e potranno essere abbattuti anche i costi di manutenzione del porto». Con una sottolineatura dedicata a Gariglio: «Lo ringrazio, ho collaborato con lui su questo tema fino dall’inizio del suo mandato, e gli uffici regionali che hanno sviluppato il progetto», ripete ricordando che la Regione Toscana ha scommesso molto sul porto di Livorno, si pensi ai «200 milioni per la realizzazione della Darsena Europa».

Per il presidente dell’Authority labronica, Davide Gariglio, questa è un’opera di importanza strategica per il porto di Livorno. «Questo è il primo passo di un percorso che vuole mettere insieme esigenze convergenti. A beneficiare dell’opera non sarà soltanto il porto di Livorno ma tutto il litorale pisano, soprattutto in termini di fluidità del traffico veicolare. Siamo dunque felici di avere il supporto attivo della Regione Toscana. Il territorio non può prescindere da questa infrastruttura».

Parla anche l’assessore regionale a trasporti ed infrastrutture Filippo Boni, rimarcando le ripercussioni positive che progetto potrà avere non solo per  Pisa e Livorno: «La mobilità marittima del porto di Livorno è strategica per lo sviluppo di tutta la Toscana: e questo vale sia per la parte industriale, dato che parliamo di un’area dove si trovano molte aziende con molti dipendenti, sia per lo sviluppo turistico di quel tratto di costa. Ora che la soluzione condivisa del ponte mobile è stata individuata, l’ipotesi progettuale è pronta ed il percorso per la realizzazione del progetto di fattibilità tecnico economica è avviato, dobbiamo tutti impegnarci e lavorare per reperire le risorse necessarie all’effettiva realizzazione dell’opera».

Mauro Zucchelli

Pubblicato il
30 Gennaio 2026
di MAURO ZUCCHELLI

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio