L’Authority di Venezia ha il segretario generale: è Roberto Mantovanelli
Dal comitato di gestione arriva anche l'ok al nuovo piano operativo triennale

Matteo Gasparato, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale che governa gli scali di Venezia e di Chioggia
VENEZIA. Almeno per l’Authority veneziana si è sbloccato l’impasse relativamente alla nomina del segretario generale. È arrivata la fumata bianca: su proposta del presidente Matteo Gasparato, il comitato di gestione ha nominato Roberto Mantovanelli segretario generale dell’ente portuale che governa le banchine di Venezia e di Chioggia. Si sblocca l’impasse ed è da capire se si tratta di una dinamica locale o se finalmente, dopo l’estenuante telenovela in occasione della nomina dei presidenti (a lungo rimasti come commissari), si è trovata la quadra – soprattutto all’interno degli equilibri fra i partiti che compongono il governo Meloni – per evitare di lasciare la portuaità made in Italy a galleggiare ancora a lungo. Nell’attesa dell’annunciata “riforma della riforma della riforma” ma anche della piena operatività degli organi istituzionali.
Classe 1980, veronese, professione ingegnere gestionale, Mantovanelli è come presidente del consiglio di amministrazione alla guida di Sogesid spa, la società di ingegneria pubblica in house providing dello Stato italiano. Nel suo curriculum c’è una «solida esperienza in ruoli di direzione e governance di organizzazioni complesse, operando nella consulenza direzionale e nella gestione di servizi pubblici e infrastrutturali, con competenze specifiche in amministrazione di alto livello, pianificazione strategica, logistica, infrastrutture e gestione delle public utilities», come reso noto dall’istituzione portuale.
Alla guida di Sogesid, società in house dei ministeri sia dell’ambiente che delle infrastrutture (con il ministero dell’economia nei panni di azionista unico), ha coordinato – viene fatto rilevare – «attività tecniche e progettuali a supporto delle pubbliche amministrazioni centrali e territoriali, contribuendo alla realizzazione di interventi strategici per la transizione ecologica, la tutela ambientale, lo sviluppo delle infrastrutture, la logistica sostenibile e la valorizzazione delle aree portuali».

Roberto Mantovanelli segretario generale dell’Authority veneziana
Non è la sola decisione presa dal comitato di gestione: è stato anche approvato all’unanimità il “piano operativo triennale” (Pot) da qui al 2028: si tratta, com’è noto, del documento di programmazione strategica che «definisce le linee di indirizzo, le priorità di intervento e gli investimenti per lo sviluppo dei porti di Venezia e Chioggia nel prossimo triennio». A cominciare dall’aggiornamento della pianificazione portuale con «l’approvazione del “documento di programmazione strategica di sistema” (Dpss) e il via ai nuovi piani regolatori portuali di Venezia e di Chioggia in nome – viene sottolineato – di «una cornice programmatoria moderna, flessibile e coerente con l’evoluzione dei mercati».
Questo è il primo dei cinque i filoni strategici del piano:
- aggiornamento della pianificazione portuale con i Prg
- sviluppo e valorizzazione dell’ambito portuale e del demanio («favorendo investimenti privati, rigenerazione produttiva e piena attuazione della “Zls”»)
- miglioramento dell’accessibilità terrestre mediante potenziamento delle connessioni stradali e ferroviarie (con il completamento degli interventi finanziati anche dal Pnrr e le infrastrutture di ultimo miglio)
- rafforzamento dell’accessibilità nautica mediante interventi sui canali di navigazione
- definizione del nuovo assetto crocieristico e l’attuazione degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della Laguna («in coordinamento con la Struttura Commissariale, per sviluppare un sistema crocieristico sostenibile, compatibile con la tutela morfologica ed ecologica del contesto lagunare»).
Dopo aver fatto gli auguri al nuovo segretario generale («Mantovanelli è un professionista di valore che conosco da molto tempo»), Gasparato mette l’accento sul fatto che «oggi possiamo finalmente contare su una struttura definita e su uno strumento di visione chiaro come il piano operativo triennale». Aggiungendo poi: «Davanti a noi si aprono sfide importanti: dalla transizione energetica alla digitalizzazione, dal rafforzamento delle connessioni intermodali alla salvaguardia della laguna, fino alla definizione dei nuovi strumenti pianificatori». Ma sono «anche grandi opportunità di rilancio per l’intero sistema portuale veneto: con una governance solida e una programmazione strategica definita, siamo nelle condizioni di trasformare queste opportunità in sviluppo economico, occupazione e valore per i territori di Venezia e Chioggia».











