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LE CIFRE E IL RESTO

Grendi, (quasi) 200 anni e non sentirli: più 175% negli ultimi cinque anni

A giugno la quinta nave, occhi puntati sulle rotte per l’Africa

Una delle navi della flotta dl gruppo Grendi

GENOVA. Adesso il marchio Grendi sulle navi è accompagnato dal numero “1828”: è la data della fondazione e richiama l’idea di un operatore economico che rivendica i propri due secoli di storia. E per guardare al futuro mette nero su bianco, stavolta nelle cartelle stampa, qualche altra cifra:

  • 158 milioni (di euro) la previsione del fatturato consolidato 2025 (inclusi i dati di Dario Perioli Group)
  • più 33% l’incremento rispetto all’anno precedente
  • più 175% la crescita se guardiamo agli ultimi cinque anni
  • 337 i dipendenti diretto (e circa 400 quelli dell’indotto diretto
  • 350mila teu l’obiettivo dei volumi del polo logistico di Cagliari che guarda al Nord Africa
  • 5 i collegamenti intermodali settimanali tra Emilia e Sardegna nel nome di «una continuità territoriale delle merci resiliente e sostenibile».
  • 33,5 milioni di euro il piano degli investimenti in calendario da qui al 2028

Per arrivare al balzo del 33% in più rispetto a dodici mesi prima bisogna mettere nel conto anche i numeri del Dario Perioli Group acquisito cammin facendo, ma già guardando ai 130 milioni riferibili esplicitamente al gruppo della famiglia Musso si può rilevare che, anche guardando al perimetro Grendi per com’era prima dell’acquisizione, si registra un incremento del 10%. Ma questi numeri raccontano solo la prima metà dell’identikit dell’annata del gruppo Grendi: presentando i dati di bilancio l’azienda tiene a mettere in evidenza che la crescita industriale e il consolidamento dello sviluppo stanno dentro una cornice che fa di Grendi la «prima realtà del trasporto marittimo e della logistica integrata con certificazione “B Corp”,  cioè impegnata nel rispetto di un modello di business sostenibile e orientato all’impatto positivo su ambiente, persone e territori».

I dati di Grendi nel porto di Marina di Carrara

Ma sono proprio i numeri che impongono il balzo strutturale che il gruppo dei Musso ha compiuto di fronte al fatto che «negli ultimi cinque anni il nostro fatturato è cresciuto del 175%». Come dice Antonio Musso, amministratore delegato del Gruppo Grendi, c’è stato «un salto dimensionale». Da tradurre così: «Abbiamo investito in concessioni terminalistiche, magazzini, flotta e tecnologie con un ulteriore piano di 33,5 milioni di investimenti per il triennio 2026-28, rafforzando al contempo competenze e governance per rendere le operazioni sempre più efficienti e integrate».

Per Musso bisogna leggere dentro questo quadri elementi come «la crescente intermodalità ferroviaria e il rafforzamento dei traffici marittimi verso il Nord Africa, consolidati anche con l’acquisizione del 70% del capitale di Dario Perioli Group, attivo nei collegamenti con quest’area strategica». Questo dal punto di vista aziendale, mentre sotto il profilo geografico viene speso il riferimento al fatto che «Mdc Terminal (Gruppo Dario Perioli) e il terminal Grendi fanno di Marina di Carrara un polo per servizi integrati di movimentazione delle merci con il Nord Africa»: è una direttrice che ci si aspetta «in forte crescita con la spinta del “piano Mattei”», varato dal nostro Paese in nome di una nuova attenzione a quel che c’è a sud del Mediterraneo.

Occhi puntati su Marina di Carrara: lì nel 2025 – viene fatto rilevare – il Gruppo Grendi ha movimentato 3,45 milione di tonnellate di merci (più 6,8% rispetto all’anno precedente): secondo una proiezione sulla base di dati consolidati allo scorso settembre, vale «oltre il 71% del totale movimentazione del porto apuano».

Quanto a Grendi Trasporti Marittimi (Gtm), viene messo in chiaro che il fatturato (90 milioni di euro) presenta un incremento del 10%  e il trasporto di container (oltre 91mila) cresce del 6% mentre i rotabili (quasi 56mila) del 9%. Dipende dalla maggiore capacità di stiva e dall’intensificarsi del servizio su Olbia, viene segnalato. È da aggiungere che «a Cagliari è stato richiesto un ampliamento delle aree del terminal ro-ro che porterà a oltre 144mila metri quadri totali gli spazi in concessione.

Non è da ieri che Grendi si interessa alla Sardegna: quest’anno sono 90 anni esatti che il gruppo se ne occupa. Oltre al terminal ro-ro, c’è da segnalare che «nel porto di Cagliari è in fase di assegnazione anche la concessione ventennale per Mito of Sardinia (Porto Canale lo-lo) per 750 metri di banchina e 167mila ,etri quadri di piazzale (e un programma di investimenti che nel periodo della concessione sarà pari a 34 milioni, il 75% dei quali in gru).

Il fatturato di Mito: lo scorso anni ha superato i 25 milioni (contro il 19,4 del 2024). Non c’è solo questo: la movimentazione di container ha superato quota 187mila teu (più 25% rispetto all’anno prima) e si è data  l’obiettivo di raddoppiare entro il 2030.

Riguardo al capitolo flotta, viene annunciato che nel prossimo  giugno entrerà in servizio (a noleggio per 5 anni) la “Grendi Horizon”, lunghezza 204 metri e capacità di carico di 3mila metri lineari. Il nome è stato scelto coinvolgendo «oltre 600 tra dipendenti e partner che hanno votato il nome della nave come nella tradizione Grendi». In precedenza, nel luglio scorso, ha debuttato in servizio la  “Grendi Star”, 192 metri di lunghezza e 2.800 metri lineari di capacità di carico. Con queste due navi in più, la prossima estate arriverà a quota 5 la flotta Grendi.

Sul fronte della logistica via terra, nel corso del 2025 il fatturato è arrivato a 39 milioni di euro («in linea con gli anni precedenti») e 1,7 milioni di quintali di volumi trasportati. È stati annunciato come «nel breve e medio termine» si punterà ad ampliare l’offerta di servizi a valore aggiunto per settore alimentare e grande distribuzione.

«Dal 2026 sarà operativa una riorganizzazione dei trasporti nazionali per rendere il gruppo più efficiente, integrato e competitivo», spiega Costanza Musso, amministratrice delegata del Gruppo Grendi. Come? «Abbiamo deciso di concentrare in MA Grendi tutte le attività di logistica di terra: dalla raccolta del collettame, e gestione dei magazzini sul continente al trasporto primario su strada e ferrovia, fino allo stoccaggio e alla distribuzione dell’ultimo miglio. Invece i servizi marittimi di linea e la gestione dei terminal di Marina di Carrara, Cagliari e Olbia fanno capo a Grendi Trasporti Marittimi». A giudizio di Costanza Musso, è una scelta che «rafforza la specializzazione delle società e ci consente di rispondere in modo ancora più efficace alle esigenze di un mercato sempre più complesso e sotto pressione dal punto di vista dei costi e delle tariffe richieste proponendoci come leva strategica per i clienti attraverso soluzioni integrate che puntano su affidabilità e garanzie e non solo su capacità di trasporto e bassi costi».

Pubblicato il
12 Febbraio 2026

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