Ogni 4 ore una truffa informatica in provincia di Livorno: quasi 2mila denunce all’anno
Camera di Commercio: laboratorio pratico gratis per aiutare le piccole imprese a difendersi

LIVORNO. Nessuno si sogna di lasciare spalancato nella notte il cancello della propria piccola impresa: lo capisce anche un bambino che sarebbe una dimenticanza sciocca. Eppure proteggersi dalle incursioni da parte delle minacce informatiche è sembrato a molti, quantomeno fino al recente passato, una sorta di optional o qualcosa che riguarda soltanto le grandi multinazionali, comunque guai altrui. Invece no, e in parecchi l’hanno capito a proprie spese: nella classifica messa nero su bianco dal quotidiano confindustriale “Sole 24 Ore” Livorno figura al 22° posto fra le province dove si registrano più denunce per truffe online.
Ma è gran parte della Toscana a mostrarsi in affanno su questa frontiera, se è vero che fra le 25 realtà territoriali dove i raggiri informatici sono più frequenti ben sette sono toscane (oltre a Livorno, vi figura Lucca, Pisa, Grosseto, Arezzo, Siena, con Firenze fra le sei zone più colpite in tutta Italia). Nessun’altra regione del Bek Paese ha così tante province così pesantemente nel mirino di ladri e truffatori informatici. Giusto per tornare al caso di Livorno, vale la pena di ricordare che nell’ultimo anno “radiografato”, il 2024, si sono contate 1.792 denunce di frodi online nel territorio livornese. Erano a malapena la metà alla fine dello scorso decennio, tanto nel 2018 che nel 2019, per poi impennarsi con l’era Covid e superare di slancio quota 2.100 nel 2023. Ogni quattro ore, notte compresa, c’è una truffa informatica in provincia di Livorno: anzi, probabilmente di più se è vero che c’è il sospetto che non tutti gli illeciti vengano denunciati.
Smettiamola di etichettare tutto come emergenza, ma è vero che il fenomeno è diventato preoccupante e ha dilagato dappertutto: nel quartier generale della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno guidata dal presidente Riccardo Breda ne parlano come della «vera frontiera della competitività aziendale». Per questo l’ente camerale ha messo in preventivo una iniziativa che ha chiamato “laboratorio esperienziale”. Titolo: “Crittografia moderna e applicazioni pratiche per le piccole e medie imprese: rischi, opportunità e strategie concrete per una cyber security a prova di futuro”. L’appuntamento è in agenda per martedì 24 febbraio a Livorno nella sede camerale di piazza del Municipio 48, dalle ore 9,15 alle 13,30.

Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno che si estende sulle province di Livorno e di Grosseto
L’iniziativa – viene fatto rilevare – rientra nelle attività del progetto “Ciircle” su competitività e innovazione che, finanziato dal “Programma Interreg Italia-Francia Marittimo”, si propone di «rafforzare l’innovazione nell’area transfrontaliera ed è guidato dalla Regione Liguria». Tra i numerosi partner italiani e francesi, oltre all’istituzione camerale delle province di Livorno e Grosseto, sul territorio toscano il partenariato attivo vede «il coinvolgimento della Regione Toscana e del Polo Tecnologico di Navacchio, che lavorano in sinergia per supportare le filiere strategiche, tra cui quella della cybersicurezza, che è emersa come un asset fondamentale per la tutela e lo sviluppo del territorio».
È un laboratorio – gratuito – progettato con «un taglio tecnico e operativo». Con uno scopo preciso: offrire «alle imprese, in particolare a quelle del settore Ict cybersicurezza, ma anche a enti, associazioni e professionisti», strategie concrete per la sicurezza informatica e guida alle tecnologie per proteggere il patrimonio informativo.
Dopo i saluti del presidente camerale Riccardo Breda, seguiranno l’inquadramento di Ciircle a cura di Sara Piana, responsabile progetto per Regione Liguria, e l’intervento di Albino Caporale, che in Regione Toscana e direttore del settore attività produttive, per parlare delle catene del valore regionali. Al centro dei lavori – viene spiegato – sarà la sessione tecnica, curata dai docenti del Cnit Nam Lab dell’Università di Roma Tor Vergata, che approfondiranno tre temi cruciali: il professor Giuseppe Bianchi parlerà di motivazioni e tecnologie della crittografia post-quantum; il professor Pierpaolo Loreti di crittografia Identity-Based e Attribute-Based (Ibe/Abe); il professor Lorenzo Bracciale di tecniche di “secret sharing” per la protezione dell’informazione.
Dalla Camera di Commercio tengono a mettere in evidenza un aspetto: il valore aggiunto dell’evento risiede nella sua natura laboratoriale. Al termine della mattinata è prevista una sessione pratica in cui i partecipanti, muniti del proprio computer portatile, potranno testare direttamente le tecnologie di cifratura illustrate toccando con mano gli strumenti di difesa digitale. Chi non disponesse di un pc potrà comunque seguire le demo in modalità plenaria. La partecipazione al seminario è gratuita. Per motivi organizzativi è richiesta l’iscrizione online. Tutte le informazioni sul sito della Camera di Commercio a questo link.












