Quasi mille studenti in Erasmus: non solo per studio, anche per tirocinio
Al via il nuovo bando, domande entro il 10 marzo. Dall’ateneo altri 600mila euro

Studenti in Erasmus
PISA. Le cifre riguardanti l’annata 2025 ne dànno conferma: il programma Erasmus continua a registrare un «forte interesse» fra gi studenti dell’università di Pisa, come dicono dal rettorato. In numeri: 744 studenti hanno partecipato a una mobilità per studio e 208 a una mobilità per tirocinio. Le aree con il maggior numero di studenti in partenza per studio? L’area medica, economia e management e l’area umanistica, in particolare dal Dipartimento di civiltà e forme del sapere. Le destinazioni più scelte? In testa Spagna, Germania e Francia, seguite da Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Polonia, Belgio, Romania e Irlanda, insieme a numerosi Paesi del Nord e dell’Est Europa.
Sono questi i dati emersi in occasione della pubblicazione del nuovo bando dell’ateneo pisano che mette sotto i riflettori la possibilità di partecipare a “Erasmus 2026” («con più borse a disposizione di studenti e studentesse grazie al cofinanziamento di ateneo»).
È «una opportunità concreta per le studentesse e gli studenti che desiderano arricchire il proprio percorso universitario con un’esperienza di studio o di tirocinio all’estero»: attenzione, anche di tirocinio. È vero che nell’opinione corrente il periodo in Erasmus è spesso etichettato come una sorta di vacanzona fra bisboccia e allegria: in realtà, dipende dalla capacità personale di farne una irripetibile occasione di crescita personale e professionale: consente – viene sottolineato da parte dell’ateneo – di «vivere in un altro paese, confrontarsi con sistemi universitari e contesti lavorativi diversi, migliorare le competenze linguistiche e costruire relazioni internazionali che spesso continuano ben oltre la fine della mobilità». Insomma, occhi spalancati sul mondo per poter imparare a vedere le cose anche da un’altra angolazione, oltre che mettere a frutto il contatto con questo o quel sapere in modo più ravvicinato.
Occhio alla novità targata 2026, è una buona notizia: l’Università di Pisa ha deciso di destinare a quest’operazione qualcosa come 600mila euro per partecipare al finanziamento del bando con fondi propri in aggiunta al contributo europeo. Risultato: in tal modo sarà possibile mettere in pista «un numero maggiore di borse di studio rispetto allo scorso anno, ampliando le possibilità di accesso alla mobilità internazionale per un numero ancora più alto di studenti».
Vale la pena di ricordare che al bando, come spiegano dal quartier generale dell’ateneo, possono «partecipare studenti iscritti alla laurea triennale e magistrale, ai master di primo e secondo livello e alle scuole di specializzazione».
Com’è noto, il bando consente agli studenti selezionati di «svolgere un periodo di mobilità per studio o per tirocinio nei paesi membri dell’Unione Europea e negli altri paesi aderenti al Programma Erasmus+». Nel bando sono elencati
- Fra gli stati membri dell’Unione Europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia,
Ungheria; - Fra i Paesi al di fuori dell’Unione Europea che sono associati al Programma: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Macedonia del Nord, Serbia, Turchia.
È da aggiungere che durante l’esperienza all’estero è possibile conseguire crediti formativi universitari: verranno poi riconosciuti nel proprio percorso di studio. Chi vuol farsi avanti ha tempo fino a mezzogiorno del 10 marzo prossimo: può farlo esclusivamente online attraverso il portale “Erasmus Mobility” dell’Università di Pisa.
Attenti a non dimenticare che non c’è solo la mobilità per studio: anzi, forse è ancora più interessante la prospettiva di poter svolgere un “tirocinio Erasmus”: può essere l’occasione per poter «acquisire competenze pratiche in un contesto internazionale». Niente di meglio che leggersi il bando completo: in questo caso perché spiega come il tirocinio possa essere svolto anche da neolaureati in base a precise condizioni specifiche.
Il periodo di mobilità può essere interamente in presenza all’estero o anche no: esiste una sorta di “modalità blended” che combina, da un lato, un periodo in cui fisicamente si sta all’estero e, dall’altro, uno con attività virtuali. Potrà avere luogo tra il 1° luglio 2026 e il 30 settembre 2027, offrendo così una notevole flessibilità nell’organizzazione dell’esperienza.











