Civitavecchia si consolida come il porto crocieristico numero uno in Italia
Crescita appena più che zero per i traghetti. Bene container e ro-ro

Scalo crocieristico del porto di Civitavecchia
CIVITAVECCHIA. La gallery dei dati statistici che il sistema portuale laziale dei “porti di Roma” imperniato sullo scalo di Civitavecchia mette a segno una serie di segni “più”: talvolta prossimi alla crescita zero come il più 0,2% nell’andamento dei passeggeri dei traghetti (1,5 milioni), talvolta non travolgenti ma sicuramente positivi come il più 2,8% nell’incremento dei crocieristi (oltre 3,5 milioni). Ma quanto basta – lo dicono dal quartier generale dell’Authority guidata dal presidente Raffaele Latrofa, l’ingegnere ex vicesindaco Fdi a Pisa che a fine luglio ha preso il posto di Pino Musolino (non senza qualche sussulto) – per confermare Civitavecchia primo porto d’Italia nel campo delle crociere ma anche come «uno dei principali poli europei e mondiali, con un ruolo sempre più rilevante come “home port”». Da aggiungere che, in questo settore, cresce del 7,2% il traffico di automezzi e supera la soglia del milione (con un incremento significativo delle “autovetture in polizza”, oltre 13 punti percentuali nel traffico di auto nuove).
Crescita sostanzialmente zero, ma anch’essa con il segno “più”, per i milioni di tonnellate di merce complessivamente movimentata dall’intero sistema dei tre porti laziali: lo 0,3% totale è determinato dal combinato disposto di tre andamenti differenti nell’annata 2025 rispetto a quella precedente. Cioè:
- più 3,1% per il porto di Civitavecchia (che rappresenta non molto meno di due terzi dei volumi)
- meno 5,8% per il porto di Fiumicino (e qui si tratta principalmente del “et fuel”, il carburante da aereo destinato al vicino aeroporto internazionale)
- meno 0,7% per il porto di Gaeta
Fra le tipologie di traffico, l’istituzione portuale mette in evidenza un doppio incremento a Civitavecchia. Da un lato, i container: con 114mila teu restano ancora lontane le cifre standard da grande porto e tuttavia è un bel passo in avanti l’aumento del 7,6%, soprattutto se si nota che i contenitori pieni crescono di quasi 11 punti. Dall’altra, camion e semirimorchi spediti via nave: in ascesa del 5,6% superando la soglia dei cinque milioni di tonnellate.
«Risultato positivo su cui costruire una nuova fase di sviluppo»: così il commento del presidente Latrofa. Queste le sue argomentazioni: «I dati del 2025 confermano la solidità e la capacità competitiva del sistema portuale del Lazio in un contesto internazionale ancora segnato da instabilità geopolitiche e trasformazioni dei traffici globali». Quanto alle sottolineature dedicate a ciascun porto nello specifico: «Civitavecchia si consolida come polo logistico e crocieristico di livello mediterraneo, mentre Gaeta dimostra importanti margini di crescita in segmenti strategici delle rinfuse solide. Fiumicino, con il traffico energetico a servizio dell’aeroporto intercontinentale, continua a svolgere una funzione essenziale per il sistema infrastrutturale della nazione».
Latrofa indica che «il risultato complessivo è frutto di un lavoro sistemico che abbiamo rafforzato nel corso del 2025: monitoraggio costante delle opere in corso, pieno utilizzo delle risorse Pnrr, rilancio della pianificazione strategica, attenzione alla sostenibilità ambientale e alla digitalizzazione dei processi». Poi rincara: «Il prossimo triennio sarà decisivo. Stiamo lavorando per consolidare la posizione dei porti di Roma e del Lazio nella rete Ten-T europea, potenziare le connessioni intermodali e rendere il nostro network sempre più attrattivo per investitori e operatori internazionali. La crescita registrata nel 2025 non è un punto di arrivo, ma una base solida su cui costruire una nuova fase di sviluppo».











