I big delle flotte container: cosa c’è dietro le loro mosse a suon di ordini ai cantieri navali

Nave di Evergreen che fa parte della Ocean Alliance guidata da Cosco
Il mercato globale del trasporto container entra in una nuova fase di competizione strategica. I principali consorzi armatoriali hanno avviato imponenti piani di rinnovo e ampliamento delle flotte, con scelte che delineano visioni industriali profondamente diverse.
Il leader mondiale, Msc, già dall’anno scorso è l’unico grande operatore a muoversi come vettore indipendente su scala globale. La compagnia ha ordinato 112 nuove unità, puntando con decisione sulle navi di grandissima capacità: l’82% degli ordini riguarda infatti portacontainer tra 18mila e 24mila teu. Una scelta che segnala l’intenzione di rafforzare l’offerta sulle rotte principali, quelle in grado di assorbire le cosiddette “ultra large”. Colpisce, invece, l’assenza di ordini nella fascia intermedia 13-18mila teu, segmento ancora ampiamente utilizzato e considerato particolarmente flessibile.
Strategia opposta per Gemini, che ha adottato un approccio più prudente con 69 nuove navi ordinate. Qui l’80% degli investimenti si concentra proprio nella fascia 13-18mila teu, mentre non risultano ordini per le unità oltre i 18mila teu. Una scelta che privilegia versatilità operativa e adattabilità ai diversi servizi.
Ancora più imponente il piano del consorzio guidato da Cosco, Ocean Alliance, che ha ordinato complessivamente 290 navi per circa 4 milioni di teu. In questo caso, la distribuzione appare più equilibrata: 37% degli ordini nella fascia 18-24mila teu e 48% nella 13-18mila teu.
Infine, Premier, con 82 ordini, segue un orientamento simile a Gemini: il 78% della capacità ordinata si concentra nella fascia 13-18mila teu.
Le diverse strategie riflettono visioni contrastanti sull’evoluzione della domanda globale. Da un lato, chi scommette sulle economie di scala delle mega-navi; dall’altro, chi privilegia flessibilità e gestione del rischio in uno scenario ancora segnato da volatilità e incertezze macroeconomiche
Angelo Roma
(Angelo Roma, consulente marittimo, è stato fino a poco tempo fa vicepresidente di Interporto Toscano di Guasticce, nel curriculum anche il periodo alla guida di Toremar e, in anni più lontani, il ruolo di port captain di Zim, la compagnia di navigazione israeliana)











