L’alleanza fra nave e treno con le firme di Fs Logistix e di Grimaldi
Nuovi servizi ferroviari intermodali come estensione dei collegamenti marittimi esistenti

Sabrina De Filippis di Fs Logistix e Guido Grimaldi di Alis in accordo a LetExpo
VERONA. Una alleanza in nome di «soluzioni di trasporto integrate mare‑ferro a supporto delle filiere industriali e dei flussi internazionali»: va in questa direzione il “memorandum of understanding” che hanno sottoscritto Fs Logistix (gruppo Fs) e Grimaldi Euromed a Verona in occasione della fiera “LetExpo 2026”, iniziativa messa in campo da Alis dedicata a trasporti, logistica e sostenibilità. Le firme in calce sono quelle di Sabrina De Filippis, amministratore delegato e direttore generale di Fs Logistix, e di Guido Grimaldi, presidente dell’associazione di logistica Alis, un network che mette insieme una galassia di realtà dai terminal agli spedizionieri, dagli armatori ai centri di ricerca, dalle Its Academy all’autotrasporto, e poi le università, i centri di ricerca e molto altro.
L’accordo – è stato spiegato presentando l’iniziativa – mira ad integrare i modelli di business delle due aziende. Come? Mediante «l’attivazione di nuovi servizi ferroviari intermodali in estensione ai collegamenti marittimi esistenti». Secondo quanto reso noto, nel breve-medio periodo si ipotizza di collegare i porti dell’Adriatico con terminal intermodali in Italia e in Europa. E a medio-lungo termine? È prevista «l’estensione dei collegamenti ai porti della Spagna e del Tirreno settentrionale», oltre ai flussi provenienti dal Medio Oriente e dall’Estremo Oriente, «con particolare attenzione allo sviluppo del corridoio “Imec”», quest’ultimo sull’asse che connette all’Europa l’area medioorientale, il Golfo e l’India.
«LetExpo 2026” è in agenda fino al 13 marzo nel quartiere fieristico di Verona ed è l’evento dedicato a trasporti, logistica e servizi alle imprese con un focus su sostenibilità e innovazione. È all’interno di questa cornice che Fs Logistix partecipa ai momenti di confronto istituzionale e industriale: lo fa portando l’esperienza del gruppo ferroviario – è stato detto – «nello sviluppo di soluzioni intermodali e l’evoluzione dei servizi a valore aggiunto, inclusi i progetti per la logistica urbana e l’impegno sulla misurazione delle emissioni attraverso la certificazione della “Carbon Footprint”».
Queste le parole di Sabrina De Filippis, amministratore delegato e direttore generale di Fs Logistix: «Il Memorandum nasce da una visione molto concreta, quella di costruire catene logistiche più affidabili, integrate e sostenibili, capaci di collegare in modo competitivo porti e mercati interni, in Italia ed Europa». A giudizio di De Filippis, l’integrazione fra nave e ferrovia è «una leva strategica per il Sistema Paese: riduce la congestione, migliora la resilienza delle catene logistiche e rende più forti i nostri corridoi industriali nelle nuove rotte globali». Poi rincara: «A “LetExpo” portiamo l’evoluzione della nostra offerta che integra mare, gomma e ferro e che arriva fino alla logistica urbana con consegna in “cargo bike”. Un percorso sostenibile supportato da dati verificati, grazie alla certificazione della “Carbon Footprint” lungo tutta la filiera che ci permette di essere la prima azienda in Europa a quantificare le emissioni di CO2 equivalente».
Così il commento di Guido Grimaldi, presidente Alis: «Con questo protocollo puntiamo su collegamenti intermodali efficienti ed efficaci dai principali porti italiani verso l’Europa, integrando modalità marittima e ferroviaria. Vogliamo farlo eliminando i “colli di bottiglia” che oggi interessano tanti porti italiani, intercettando le merci e facendo cooperare in modo efficiente trasporto marittimo e trasporto ferroviario». Grimaldi indica come «uno dei primi obiettivi» la possibilità di avere «collegamenti intermodali diretti dai porti liguri verso la Lombardia e il Triveneto, per tutte quelle merci che arrivano da Spagna e Portogallo, e di migliorare il transito nel porto di Trieste, per le merci provenienti da Turchia e Grecia». Infine, la sottolineatura dedicata al corridoio che giarda a est verso l’India: grazie a questo protocollo «riusciremo a sviluppare grandi opportunità per il progetto “Imec”, per esempio intercettando i flussi provenienti dall’Asia a Gioia Tauro e utilizzando la ferrovia come prolungamento naturale dei collegamenti via mare verso l’Italia e l’Europa».











