Terremoto Tisg, l’amministratore delegato querela alcuni ex dirigenti
Li accusa di aver «nascosto la reale gestione delle commesse»

Giovanni Costantino, ceo di Tisg
MARINA DI CARRARA. Nuovo colpo di scena nella complicata vicenda di The Italian Sea Group (Tisg), realtà della grande cantieristica nautica che fa capo all’imprenditore italiano Giovanni Costantino con marchi come Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti e Nca Refit ma anche collaborazioni con icone del lusso made in Italy come Armani e Lamborghini. Dopo il ciclone che l’ha vista in difficoltà (con gravi preoccupazioni espresse dai sindacati), dal quartier generale del gruppo si annuncia che l’amministratore delegato di Tisg e di Gc Holding, Giovanni Costantino, «in proprio e nella qualità di legale rappresentante delle società, ha presentato una denuncia-querela con l’assistenza degli avvocati Francesco Marenghi e Massimiliano Manzo». Nel mirino – viene indicato ma senza farne i nomi nella nota inviata agli organi di informazione – «alcuni ex- dirigenti apicali di Tisg a capo di funzioni essenziali», accusati di aver «agito in coordinamento tra di loro».
Secondo quanto esposto nella querela – depositata presso la Procura del Tribunale di Massa, ad essa spetterà il compito di accertare fatti e responsabilità – a tali soggetti vengono attribuite, nel corso del tempo, «una serie di condotte coordinate finalizzate a occultare la reale gestione delle commesse» e a fornire all’amministratore delegato di Tisg «informazioni contabili di commessa e gestionali non corrispondenti alla realtà». L’accusa dovrà essere provata in giudizio, ma riguarda un «occultamento» tale da “dribblare” la realtà grazie alla «elusione fraudolenta ed occulta del sistema gestionale interno delle commesse».

Uno degli yacht del gruppo Tisg, Tecnomar for Lamborghini 101FT
Nella querela, secondo quanto reso noto dall’azienda, si indica «un sistema di alterazione della documentazione contabile di commessa e gestionale, che avrebbe riguardato, tra l’altro, report sui flussi di cassa, budget di commessa ed estratti conto bancari, con l’effetto di rappresentare una situazione non veritiera»: essa era «del tutto ignota e non individuabile da parte dell’amministratore delegato di Tisg».
La nota aziendale si conclude con la sottolineatura che l’amministratore delegato «si è immediatamente adoperato sin dall’inizio della vicenda, con il supporto del consiglio d’amministrazione, al fine di proseguire con la normale attività di Tisg, portare a termine tutte le commesse in corso e proseguire lo sviluppo dell’azienda».











