«Vergognosa speculazione sui prezzi dei carburanti, il ministro intervenga»
Il fronte dei Tir: macché colpa della guerra, quel petrolio è da tempo in Italia

Camion in coda nel traffico
ROMA. Da Unatras, il coordinamento unitario del fronte delle organizzazioni di categoria dell’autotrasporto, la denuncia è ad alta voce: la guerra in Iran è stata l’occasione per innescare una «vergognosa speculazione sui costi dei carburanti». A giudizio della sigla collettiva, quel che sta avvenendo – viene fatto rilevare – «appare del tutto slegato dalle tensioni geopolitiche internazionali che stanno destabilizzando l’area del Golfo»: basti fare mente locale sul fatto che «avviene su carburanti già presenti e stoccati da tempo in Italia».
Da parte di Unatras si chiede al ministro dei trasporti Matteo Salvini un incontro urgente. Scopo: dar vita a «una cabina di regia permanente che dia sostegno e aggiornamenti costanti alla categoria, con il coinvolgimento diretto del Garante per la sorveglianza dei prezzi “Mister Prezzi”». Nel frattempo, il coordinamento unitario delle associazioni degli autotrasportatori si annuncia che già nei prossimi giorni «convocherà i propri organismi per discutere le iniziative da intraprendere a tutela della categoria».
«È del tutto evidente – questo il filo rosso del ragionamento – che il fenomeno sia da attribuirsi alle scelte di qualcuno, ma purtroppo ha effetti diretti molto pesanti per migliaia di imprese di autotrasporto che operano quotidianamente per garantire la mobilità delle merci nel Paese».
Prende la parola il presidente del coordinamento, Paolo Uggè: «L’autotrasporto italiano non può subire gli extracosti ingiustificati di questi giorni: essendo per la gran parte costituito da piccole e medie imprese con poco peso contrattuale, la categoria non riesce nemmeno a ribaltare automaticamente ai propri committenti né riesce a recuperare dal mercato».
Qualora tale situazione dovesse proseguire, c’è un pericolo che non tarderà troppo a manifestarsi: «Il rischio serio – viene messo in risalto – sarebbe quello che per gli autotrasportatori diventi insostenibile continuare a fare rifornimento e potrebbero essere costretti a fermare i propri automezzi».











