Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Al gruppo Msc una concessione di 45 anni per costruire un terminal nel porto di Lagos

GINEVRA (Svizzera). Un accordo di concessione di 45 anni con Nigerdock: così il gruppo Msc potrà «sviluppare un terminal container all’avanguardia all’interno del Snake Island Port a Lagos (Nigeria)». È stato finalizzato «un contratto di “Engineering, Procurement and Construction” (Epc) con Itb Nigeria Ltd. e Deme Group per la sua realizzazione».

A darne notizia è la compagnia ginevrina della famiglia Aponte, la prima flotta al mondo nel settore container: il progetto – si afferma – fa parte degli investimenti del gruppo nel settore delle infrastrutture e della logistica in Nigeria «per un valore totale superiore a un miliardo di dollari».
Il terminal è progettato «con una banchina di 910 metri, in grado di utilizzare gru Ship-to-Shore e gru mobili portuali per servire sia navi oceaniche che chiatte». La profondità iniziale di dragaggio prevista dal progetto è di meno 16,5 metri («in linea con l’attuale profondità del canale di navigazione») e un piazzale di 30 ettari con possibilità di espansione («progettato per gru ibride Rubber Tired Gantry»).

A dimostrazione della fiducia di Msc nel ruolo strategico della Nigeria nella regione e nel suo crescente status di polo marittimo di primo piano, il terminal – è stato messo in evidenza – è «progettato in modo scalabile, consentendo di raggiungere una profondità finale di meno 18 metri per accogliere navi di maggiori dimensioni».

Queste le parole di Diego Aponte, presidente del gruppo Msc: «Il completamento di questa fase chiave nello sviluppo del Snake Island Container Terminal con Nigerdock e con i nostri partner di fiducia dimostra l’impegno del gruppo Msc nel fornire un servizio eccellente ai nostri clienti in Nigeria e in tutta l’Africa. Il nuovo terminal aprirà nuove opportunità, migliorerà l’efficienza e rafforzerà il ruolo di Snake Island Port come importante centro globale per il trasporto marittimo. Insieme agli altri investimenti a lungo termine del nostro gruppo in Nigeria, genererà molti posti di lavoro locali e aumenterà significativamente l’economia e la resilienza del Paese».

Pubblicato il
12 Marzo 2026

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio