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AUTHORITY: I DATI 2025

La Spezia, un po’ meno container ma il sistema regge agli sconquassi geopolitici

Resta a livello record la quota di merce inoltrata via treno

Golfo La Spezia veduta aerea

LA SPEZIA. L’ascesa del piccolo porto apuano di Marina di Carrara arriva a malapena a 106mila teu sul fronte contenitori ma quel 2,7% in più serve a puntellare il leggero arretramento dell’altro scalo che è qualcosa di più di un fratello maggiore, visto che La Spezia è uno dei tre stabilmente al di sopra del milione di teu annui: ma quest’anno le banchine spezzine  si fermano a 1,21 milione di teu con una flessione dell’1,7% maturata principalmente nell’ultimo periodo dell’anno.

In fatto di movimentazione complessiva invece accade l’inverso: a Marina di Carrara non si raggiungono i cinque milioni di tonnellate (4,83), a passo di gambero soprattutto il general cargo che rappresenta quattro quinti del traffico totale e stavolta scende di quasi tre punti percentuali. Al contrario, per far guadagnare all’intero volume dei traffici di tutto il sistema portuale del mar Ligure Orientale il 2,2% come da report finale, è necessario che La Spezia arrivi a movimentare 12,62 milioni di  tonnellate.

Quel più 3,3% è la risultante di due andamenti differenti: galoppa l’import (sfiorando un incremento di 14 punti percentuali) mentre l’export scende di 4 punti. E qui c’entra sì il porto ma principalmente la competitività del sistema economico di riferimento. Vale però la pena di tener presente che un buon milione e mezzo di tonnellate (1,519) è rappresentata da una merce assai particolare come sono i prodotti energetici, in dettaglio più di 1,3 milioni di tonnellate è costituita da gas naturale liquefatto, cioè Gnl, i cui numeri sono praticamente raddoppiati (più 97,5%).

Sono questi alcuni dei dati contenuti nel dossier statistico messo a punto dall’Authority spezzina guidata da Bruno Pisano. Presentando le cifre viene messo l’accento sul fatto che, «nonostante l’attuale preoccupante contesto geopolitico e gli scenari conflittuali che si sono manifestati a varie riprese anche nel corso del 2025, riflettendosi pesantemente sul commercio internazionale e il trasporto marittimo», i porti di La Spezia e di Marina di Carrara ce l’hanno fatta a «mantenere importanti livelli di traffico» e a «confermare il mar Ligure Orientale come secondo polo italiano per importanza nel traffico “gateway”».

Ma forse la cosa più rilevante sta in un dettaglio che solo apparentemente sembra laterale: la percentuale di container smistati via treno. «Molto rilevante nel 2025 – viene fatto rilevare – il dato intermodale dello “share” ferroviario che, con 3.143.987 tonnellate di merci trasportate e 7.352 treni svolti, raggiunge con il terminalista Lsct una quota del 34,4% al netto del trasbordo». Aggiungendo poi: «Un risultato molto soddisfacente che conferma il posizionamento dello scalo spezzino ai vertici della classifica dei porti italiani, anche in una fase che vede un sensibile calo della componente intermodale ferroviaria a livello nazionale».

L’incremento della “ferroviarizzazione” del flusso delle merci in entrata/uscita dai porti vale anche per Marina di Carrara: complessivamente stiamo parlando di 329 treni (più 8,2%) e 4.015 carri (più 10,9%) che hanno trasportato in tutto 202mila tonnellate di merce complessiva (più 12,9%), di cui 137mila  containerizzata (più 12,3%).

È da mettere in risalto, come fa l’Authority, che sono «in deciso aumento nel 2025» le cifre riguardanti il traffico crociere nel mar Ligure Orientale che «prosegue il suo trend positivo». Si registra «un nuovo record di passeggeri in transito sfiorando i 760mila crocieristi complessivi (più 13,6%), di cui 736mila sbarcati a La Spezia (più 16,8%)».

Queste le parole di Bruno Pisani, presidente dell’istituzione portuale che governa gli scali del sistema portuale del mar Ligure Orientale (che, caso raro, sono a metà fra Liguria e Toscana). «Il nostro sistema ha dimostrato ancora una volta la propria solidità e capacità di adattamento, grazie anche alla sua straordinaria flessibilità operativa e all’elevato livello di efficienza che caratterizza l’intera struttura portuale». Aggiungendo poi: «Nonostante l’impatto di una situazione geopolitica complessa e in continua evoluzione, accompagnata da un clima di incertezza diffuso a livello internazionale, il sistema è riuscito a mantenere performance elevate e a garantire continuità e affidabilità nei servizi. I dati del 2024 avevano già segnato un risultato record, che oggi viene confermato e consolidato, testimoniando la solidità del modello organizzativo e la buona salute complessiva del sistema, capace di affrontare le sfide globali».

Pubblicato il
17 Marzo 2026

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