Darsena di Rimini, l’Agenzia del Demanio fa partire i pignoramenti
«Caso Marina Blu: assurdo cortocircuito sui maxi-canoni, intervengano le istituzioni»

La Darsena di Rimini
RIMINI. L’Agenzia del Demanio, quei soldi li vuole: si tratta di una bella somma perché, come riporta il “Resto del Carlino” parlando con i protagonisti di questa storia, l’ammontare dei canoni demaniali arretrati di cui si discute arriva ai 4 milioni di euro. Il risultato? «Il Marina Blu, uno dei porti più belli e all’avanguardia del Mediterraneo, così rischia di collassare»: parola di Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, associazione di categoria che raggruppa i porti turistici.
Ecco la storia per come la ricostruisce proprio Assomarinas: «L’Agenzia del demanio ha deciso di pignorare i conti della società che gestisce la darsena di Rimini, per recuperare presunte somme dovute per i canoni demaniali arretrati. La società, pur supportata da sentenze favorevoli, rischia di essere costretta a versare somme non dovute, calcolate su basi normative annullate e abrogate».
È un passaggio sul quale insiste anche il quotidiano bolognese ricordando che la battaglia legale del Marina Blu contro i vecchi canoni demaniali vada avanti da lungo tempo. I pignoramenti – viene messo in luce secondo la versione della società del porto turistico – sono arrivati sulla base di una sentenza del febbraio dello scorso anno che dà ragione all’Agenzia, ma non si è tenuto conto del fatto che la Corte d’appello ha rovesciato l’orientamento con tre sentenze che negli ultimi mesi hanno deciso che i canoni rincarati in virtù di una legge di vent’anni fa sono stati superati da quella che risale al 2020.
«È dal 2020 che Assomarinas chiede ai parlamentari ed ai ministeri competenti di sanare questo tipo di contenziosi sui porti turistici»: la legge finanziaria del 2006 – si sottolinea – «non avrebbe dovuto modificare i canoni dei marina autorizzati con atto formale poliennale e canone prefissato ed indicizzato». Per Perocchio è venuto il momento che «le istituzioni intervengano per ristabilire la giusta coerenza tra le decisioni giudiziarie e l’azione amministrativa».











