Università di Pisa, Normale e Sant’Anna unite nel nome di Giulio Regeni
Appuntamento il 28 aprile nel contesto della mobilitazione degli atenei

I genitori di Giulio Regeni in tv ospiti di Fabio Fazio a Che tempo che fa sul Nove
PISA. Le tre università pisane insieme per non lasciar cadere nel dimenticatoio il nome (e il martirio) di Giulio Regeni: a dieci anni dalla scomparsa del ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso al Cairo, al Polo Carmignani dell’Università di Pisa si tiene un evento che l’ateneo ha organizzato insieme alla Scuola Normale Superiore e alla Scuola Superiore Sant’Anna nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Le Università per Giulio Regeni”. Appuntamento il 28 aprile, a partire dalle ore 9, per una giornata di riflessione, memoria e impegno civile nel nome di Giulio Regeni.
Questa mobilitazione su scala nazionale è stata ideata dalla senatrice a vita Elena Cattaneo ed è stato presentato il 31 marzo al Senato: coinvolge 76 atenei italiani. Protagonista una galassia di «oltre 15mila persone che daranno vita ad un ampio calendario di eventi tra aprile e maggio dedicati al tema della libertà di ricerca, valore fondante della comunità accademica».
Il “cuore” dell’evento pisana in cartellone il 28 aprile è la proiezione del documentario “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo”. L’università di Pisa annuncia che la pellicola sarà «accompagnata da momenti di approfondimento e confronto sui temi dei diritti, della ricerca e della responsabilità delle istituzioni». Interverranno, tra gli altri, la senatrice Elena Cattaneo e i genitori di Giulio Regeni, Paola Deffendi e Claudio Regeni; sarà inoltre presente Alessandra Ballerini, legale che da quasi dieci anni assiste la famiglia Regeni nella ricerca della verità.

Uno dei manifesti gialli simbolo della mobilitazione per Giulio Regeni
Queste le parole del rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi: «A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni il mondo universitario rinnova con determinazione il proprio impegno per la libertà di ricerca e per la tutela dei diritti fondamentali. Ricordare Giulio significa ribadire che non esiste conoscenza senza libertà e che la comunità accademica deve continuare a farsi voce attiva di questi valori».
Ecco la dichiarazione di Alessandro Schiesaro, direttore della Scuola Normale Superiore: «Il mondo universitario si unisce nel ricordo di Giulio Regeni, un ricordo non passivo, ma che sprona le nostre coscienze a rivendicare due principi fondamentali: il diritto alla libertà accademica e di ricerca senza rischiare la vita e il diritto alla giustizia degli individui, contro il silenzio, le omissioni, la prevalenza degli interessi di Stato. Siamo dunque grati alla senatrice Cattaneo per aver pensato a una iniziativa che riaccende i riflettori sul caso Regeni e su ciò che dobbiamo essere come studiosi e come cittadini».
Così il commento del rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, Nicola Vitiello: «La vicenda di Giulio Regeni rappresenta uno spartiacque nella coscienza civile del nostro Paese. Dopo di lui, la ricerca non può più considerarsi avulsa dalle tensioni politiche e dai contesti in cui si svolge. Per questo motivo, è necessario consolidare il dialogo tra il mondo accademico e le istituzioni per tutelare l’autonomia della scienza e il lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori, soprattutto nei contesti critici».
La parola ora alla senatrice Cattaneo: «La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia, non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a “fare cose” attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studios».
Infine, le affermazioni dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni: «Siamo onorati e grati per questa iniziativa che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui».











